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Queste informazioni sono un servizio offerto da Teva Pharmaceutical Industries Ltd e non vanno considerate come raccomandazioni terapeutiche. Gli abstracts presentati non intendono sostituire la pubblicazione originale e contengono solo una descrizione generale dei concetti principali esposti nella pubblicazione originale. |
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Eritromicina a basse dosi nei bambini asmatici
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Korematsu S et al. Pediatr Allergy Immunol 2010: 21: 489–492
L’eritromicina a basse dosi viene usata per il trattamento dell’infiammazione neutrofila mediata da IL-8 nella panbronchiolite. In questo studio si sono misurati in 55 bambini asmatici i livelli sierici di interleuchina-8 (IL-8), VEGF, eotassina e MCP-1. IL-8 e VEGF erano più elevati nell’asma grave (4 bambini) rispetto alla forma lieve-moderata (51) o ai controlli (10). Il trattamento dei 4 asmatici gravi con eritromicina a basse dosi (10 mg/kg) per 6 mesi migliorava il controllo della malattia, riduceva i livelli nel siero di IL-8 e VEGF e la variabilità dei livelli di teofillina nel siero.
Nota: l’uso di antibiotici a basse dosi nel lungo termine non è approvato ufficialmente.
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Farmacogenetica, oppioidi e pratica clinica
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Argoff CE. Clin J Pain 2010; 26: S16–S20
Le diverse reazioni dei pazienti ad analgesici oppioidi è dovuta in parte a fattori farmacogenetici che alterano l’assorbimento, la distribuzione, il metabolismo e l’eliminazione del farmaco. Queste differenze potenziano o riducono l’efficacia farmacologica e gli effetti collaterali. I polimorfismi a singolo nucleotide nei geni che codificano i recettori oppioidi μ influiscono sull’efficacia della morfina, sui polimorfismi negli enzimi metabolici del citocromo P450 e sulle proteine di trasporto, come la superfamiglia uridina-difosfato glucuronosiltransferasi e spiegano il motivo per cui alcuni pazienti sono ‘‘metabolizzatori lenti” e altri ‘‘metabolizzatori ultrarapidi’’. Si deve tener conto della variabilità genetica per adeguare in modo ottimale la dose e stabilire quale oppioide scegliere per determinati pazienti.
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Breath test nell’IBS: una meta-analisi
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Shah ED et al. Dig Dis Sci. May 14 2010
La proliferazione eccessiva di batteri nell’intestino può determinare sintomi della sindrome dell’intestino irritabile (IBS) e può essere diagnosticata con il breath test all’idrogeno. In questa meta-analisi di 11 studi idonei caso-controllo sono stati eseguiti breath test nell’IBS (1076 IBS e 509 controlli). Il breath test ha evidenziato anomalie più frequentemente nei soggetti IBS rispetto ai controlli sani (OR = 4,46), soprattutto in studi abbinati per età e sesso (OR = 9,64). La sensibilità e la specificità del breath test nella separazione di casi con IBS da controlli sani erano del 43,6% e dell’83.6%. Questi referti suggeriscono un ruolo della distribuzione batterica intestinale anomala nell’IBS.
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Aderenza ai farmaci nella BPCO
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Laforest L et al. Primary Care Resp J (2010); 19(2): 148-154
Questo studio ha valutato l’aderenza ai farmaci prescritti di 179 pazienti con BPCO nei tre mesi precedenti usando questionari di autovalutazione. Il 45% dei pazienti ha riferito "omissioni accidentali" di farmaci, mentre il 30% ha dichiarato l’interruzione intenzionale del trattamento per “assenza di benefici percepiti”. L’omissione accidentale era superiore in pazienti che si lamentavano dell’assunzione di "troppi farmaci" (OR: 2,4) e nei fumatori abituali (OR: 2,1). Non si è trovata una correlazione tra aderenza alla terapia e numero effettivo di farmaci assunti dai pazienti.
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Tutto sull’eczema atopico
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Williams Hc et al. Clin Exp Dermatol. 2010 Jan;35(1):12-5
L’eczema atopico (EA) è un’affezione che colpisce milioni di persone nel mondo. Questo studio è incentrato sui risultati più importanti della ricerca sull’EA. Sorprendentemente non esistono al momento criteri diagnostici precisi dell’EA. I fattori di rischio associati all’EA includono fattori psicologici avversi in età precoce e la mutazione del gene filaggrina. L’EA è risultata la causa più comune d’insonnia nei giovani e il suo onere economico globale negli USA è risultato di circa 3,8 miliardi di $ l’anno. Tuttavia, l’EA era associata a minor rischio di tumore cerebrale.
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La routine del sonno
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Zisberg A et al Sleep. 2010 Apr 1;33(4):509-14
I disturbi del sonno sono un problema comune negli anziani. Oltre ad altre cause, si è ipotizzato un influsso della routine quotidiana sulla qualità del sonno di questa popolazione. Nel presente studio si è esaminata l’associazione tra routine quotidiana e pattern del sonno in 96 soggetti anziani mediante interviste e questionari. Dai risultati è emerso che una maggior stabilità delle attività giornaliere di routine era associata a una latenza del sonno più breve e a un effetto benefico e a una qualità migliore del sonno. Sembra pertanto che la routine quotidiana non incida soltanto durante il giorno.
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