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Il farmaco equivalente in quindici domande
1
Che cos’è un farmaco generico?
Il farmaco generico o meglio equivalente (Legge 149-26/7/2005), è un farmaco
a base di uno o più principi attivi, cioè le sostanze che curano la malattia,
al quale è scaduto il “brevetto” . Dopo 20 anni che un medicinale è in commercio,
infatti, perde l’esclusività di produzione e può essere prodotto e venduto da
altre aziende farmaceutiche. Il farmaco equivalente è messo in commercio con il
nome del principio attivo (Denominazione Comune Internazionale).
2
Perché si chiama equivalente?
La definizione di medicinale equivalente è stata introdotta in Italia con la
legge 149 del 2005 per sottolineare l’equivalenza terapeutica di questi
farmaci rispetto al farmaco di origine (cosiddetto originatore). Il farmaco è
detto equivalente poiché “vale tanto quanto il farmaco originatore”: contiene
la stessa quantità e qualità di sostanze attive nella stessa forma
farmaceutica (compresse, fiale, sciroppo ecc.) del farmaco di riferimento.
3
Il farmaco equivalente (o generico) è sicuro come il farmaco di marca?
Il farmaco equivalente offre le stesse garanzie di qualità e sicurezza del
farmaco di ‘marca’, essendo equivalente ad un farmaco che si trova già in
commercio la cui efficacia e sicurezza di impiego sono già state oggetto di
studio e di verifica da parte delle Autorità Sanitarie.
La sicurezza è controllata in fase di registrazione (AIC) ed è garantita
dalla produzione fatta nel rispetto delle norme di Buona Pratica di
Fabbricazione (GMP). E’ inoltre sorvegliata per tutta la vita del farmaco
stesso dal Servizio di Farmacovigilanza sia delle autorità sanitarie che
dell’Azienda che lo produce.
4
Il farmaco equivalente è identico anche per colore e forma al farmaco di marca?
La confezione esterna, il colore, la forma e il sapore del medicinale sono
le uniche differenze tra un farmaco equivalente ed uno di marca. Ciò non implica
nessuna differenza nell’efficacia e nella sicurezza durante l’uso.
5
Il farmaco equivalente ha la stessa efficacia del farmaco di marca?
Per poter entrare in commercio, il farmaco equivalente deve soddisfare gli
standard di qualità e sicurezza previsti per la produzione di tutti i farmaci .
L’azienda produttrice deve dimostrare, per mezzo di studi appropriati
(detti di bioequivalenza), che il farmaco equivalente, una volta preso, ha
lo stesso comportamento del farmaco originatore. Ciò significa che parametri
come: efficacia terapeutica, potenza d'azione, tempo di comparsa dell'effetto
e sua durata, nonché effetti collaterali e loro incidenza, sono praticamente
identici.
6
Perché i farmaci equivalenti costano meno degli altri?
L'azienda che produce il farmaco di marca, grazie alla copertura brevettuale
del proprio prodotto, acquisisce il diritto di poterlo commercializzare in
esclusiva, per un certo periodo di tempo, in modo da poter recuperare i costi
di ricerca e sviluppo. Allo scadere del brevetto sul principio attivo,
decade il diritto esclusivo di proprietà intellettuale e altre aziende
farmaceutiche possono produrre e vendere farmaci che contengono lo stesso
principio attivo senza però dover ripetere tutti gli studi fatti nella fase
originale di ricerca e sviluppo. Grazie a questo ridotto investimento
economico, il prezzo al pubblico del farmaco equivalente può essere quindi
più basso.
7
Ma non sarà che i farmaci equivalenti costano meno perché hanno una qualità inferiore rispetto agli altri?
Assolutamente no. I farmaci equivalenti prima di essere messi in commercio
sono sottoposti a severi controlli e alle normative che regolano la
produzione e l’immissione in commercio di tutti i farmaci. La qualità del
farmaco generico è garantita in prima istanza dalla concessione di AIC
(Autorizzazione all’Immissione in Commercio) da parte di AIFA che verifica
che la produzione del farmaco equivalente sia effettuata da un’officina
farmaceutica autorizzata. La qualità di un farmaco di marca e la qualità di
un farmaco generico sono sovrapponibili.
8
Il farmaco equivalente può avere eccipienti diversi rispetto al farmaco di marca. Questo non lo rende meno efficace?
La normativa che disciplina i farmaci equivalenti non pone obblighi
particolari nella scelta degli eccipienti, purché siano rispettati tutti i
riferimenti presenti nella Farmacopea (testo normativo che descrive i
requisiti di qualità delle sostanze ad uso farmaceutico).
Poiché gli studi di bioequivalenza vengono condotti sulla forma farmaceutica
finita, che contiene principi attivi ed eccipienti, le possibili differenze
di eccipienti presenti nella formulazione non provocano differenze sul modo
in cui il farmaco agisce e quindi non hanno alcuna influenza sulla efficacia
terapeutica e sulla tollerabilità dei farmaci equivalenti.
9
I farmaci generici sono rimborsati dal SSN (Sistema Sanitario Nazionale)?
I farmaci equivalenti sono rimborsati dal SSN alle stesse condizioni con cui
sono rimborsati i farmaci di marca.
10
I farmaci equivalenti sono solo di automedicazione?
Assolutamente no. I farmaci equivalenti possono essere da banco (senza
obbligo di ricetta) ma anche farmaci dispensati (cioè distribuiti in farmacia)
dietro presentazione di una prescrizione medica (ricetta). Per ogni
principio attivo con brevetto scaduto può essere prodotto un farmaco
generico equivalente, indipendentemente dall’area terapeutica di appartenenza.
11
Esistono farmaci equivalenti anche per malattie gravi?
Certo. Da ogni principio attivo con brevetto scaduto può esserne prodotto uno
in forma equivalente, indipendentemente dall’area terapeutica di appartenenza.
Non esistono limitazioni in questo senso. Unici requisiti irrinunciabili per il
farmaco equivalente così come per il farmaco cosiddetto di ‘marca’ sono qualità,
efficacia e sicurezza.
Esistono farmaci equivalenti per il trattamento di malattie importanti quali
quelle cardiovascolari e oncologiche.
12
Il costo del farmaco equivalente è uguale a quello di marca?
No. I farmaci equivalenti hanno quasi sempre un prezzo inferiore rispetto ai
farmaci di marca e mai più alto.
Solo raramente il farmaco generico e quello di marca hanno lo stesso prezzo:
ciò succede quando l’azienda produttrice del farmaco di marca decide di
abbassare il prezzo del suo farmaco, allineandolo a quello del farmaco
equivalente.
13
Il farmacista può cambiare il farmaco che mi ha prescritto il medico?
Se sulla ricetta il medico curante non ha scritto la dicitura “non sostituibile”
il farmacista deve proporre di cambiare il farmaco di marca con un equivalente che
è identico al primo ma meno costoso.
14
Ma se scelgo il farmaco di marca cosa succede?
Se si acquista il farmaco di marca ed esiste una differenza di prezzo
rispetto al farmaco equivalente si dovrà pagare di tasca propria, oltre al
ticket, la differenza di prezzo tra questo e il farmaco equivalente.
15
Anche se il farmaco non ha obbligo di ricetta posso scegliere un farmaco equivalente?
Sì. In questo caso può chiedere al farmacista di indicarle qual è il medicinale equivalente corrispondente.
Anche in questo caso il farmaco equivalente avrà le stesse caratteristiche del farmaco di marca,
ma un costo inferiore.
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