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AMIKACINA TEVA 1 g i.m. e.v. 1 fiala

 

FOGLIO ILLUSTRATIVO 

AMIKACINA TEVA 0,5 g/2 ml soluzione iniettabile

AMIKACINA TEVA 1 g/4 ml soluzione iniettabile

Medicinale equivalente

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA

Antibatterico aminoglicosidico.

INDICAZIONI TERAPEUTICHE

Si devono tenere in considerazione le linee guida ufficiali relative all’uso appropriato dei farmaci antibatterici.

Trattamento a breve termine di infezioni gravi sostenute da germi Gram-negativi sensibili all’antibiotico compresi ceppi di pseudomonas e stafilococchi resistenti ad altri antibiotici.

In particolare l’Amikacina risulta indicata nelle seguenti forme:

- batteriemie e setticemie (inclusa la sepsi neonatale),

- infezioni complicate e ricorrenti delle vie genito-urinarie,

- infezioni dell’apparato respiratorio, dell’apparato osteo-articolare, del sistema nervoso centrale (compresa la meningite) e del tessuto cutaneo e sottocutaneo,

- infezioni endo-addominali (compresa la peritonite),

- ustioni ed infezioni post-operatorie.

CONTROINDICAZIONI

AMIKACINA TEVA è controindicato in pazienti con allergia nota all’amikacina o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo “Composizione”.

Una storia di ipersensibilità o di gravi reazioni tossiche agli aminoglicosidi può controindicare l’uso di qualsiasi aminoglicoside a causa della sensibilità crociata del paziente verso questa classe di farmaci.

PRECAUZIONI PER L’USO

 

Il paziente deve consultare il proprio medico per essere istruito sulla più corretta modalità di somministrazione del farmaco.

Si deve prestare cautela nei pazienti con preesistente disfunzione renale o preesistenti danni uditivi o vestibolari.

I pazienti in trattamento con aminoglicosidi per via parenterale devono essere sotto stretto controllo clinico a causa della potenziale ototossicità e nefrotossicità associate con il loro utilizzo.

La sicurezza per un trattamento superiore a 14 giorni non è stabilita.

Neuro/Ototossicità:

Neurotossicità, manifestata come ototossicità di tipo vestibolare e/o uditivo bilaterale, può verificarsi in pazienti in trattamento con aminoglicosidi. Il rischio di ototossicità indotta dagli aminoglicosidi è maggiore nei pazienti con disfunzione renale, o in quelli il cui periodo di trattamento viene prolungato oltre 5-7 giorni, anche se in buona salute. È necessario praticare un audiogramma prima di iniziare la terapia, audiogramma che deve essere ripetuto nel corso del trattamento.

In genere la sordità inizia nei confronti delle onde acustiche ad alta frequenza e può essere determinata solo mediante test audiometrici. Possono comparire anche vertigini che possono essere indice di danno vestibolare. Altre manifestazioni di neurotossicità possono includere intorpidimento, formicolio della pelle, spasmo muscolare e convulsioni. I pazienti che sviluppano danno cocleare o vestibolare possono non avere sintomi durante la terapia che li avvisino dello sviluppo di un danno all'VIII paio di nervi cranici, e una sordità bilaterale irreversibile parziale o totale o vertigine inabilitante possono manifestarsi anche dopo la sospensione del farmaco. L'ototossicità indotta dagli aminoglicosidi è generalmente irreversibile.

La somministrazione del farmaco deve essere sospesa se insorgono tinnito auricolare o diminuzione dell’udito, oppure se gli audiogrammi successivi registrano una diminuzione della percezione ad alta frequenza.

Nei pazienti più anziani ed in quelli a cui vengono somministrate dosi superiori ai 15 g di amikacina dovrebbe essere attentamente controllata l’insorgenza di eventuali effetti ototossici.

Tossicità renale :

Gli aminoglicosidi sono potenzialmente nefrotossici. La tossicità renale è indipendente dal picco di concentrazione plasmatica (Cmax). Il rischio di nefrotossicità è maggiore nei pazienti con funzionalità renale compromessa e in quelli che ricevono dosi elevate o la cui terapia viene prolungata. Considerate le elevate concentrazioni di AMIKACINA TEVA nel sistema escretorio urinario, i pazienti debbono essere opportunamente idratati per prevenire irritazione chimica dei tubuli renali.

La funzionalità renale deve essere valutata con i comuni metodi prima di iniziare la terapia e controllata giornalmente durante il trattamento.

All’apparire dei segni di disfunzione renale, come la presenza nelle urine di cilindri, globuli bianchi o rossi, albuminuria, riduzione della clearance della creatinina, riduzione del peso specifico dell'urina, aumento dell'azoto ureico, della creatinina sierica, o oliguria è necessaria una riduzione del dosaggio. Se l’azotemia aumenta o se si verifica oliguria aumenta progressiva, il trattamento deve essere sospeso.

I pazienti anziani possono avere una riduzione della funzione renale che può non essere visibile mediante i comuni test di laboratorio come l'azotemia o la creatininemia. La determinazione della clearance della creatinina può essere più utile. Il monitoraggio della funzione renale nei pazienti anziani è particolarmente importante.

Specialmente nei pazienti con nota o sospetta compromissione della funzione renale all’inizio del trattamento ed anche nei pazienti con funzionalità inizialmente normale, ma nei quali questa si è alterata nel corso del trattamento, si deve controllare attentamente la funzionalità renale e quella dell'VIII paio di nervi cranici. Quando possibile, devono essere monitorate le concentrazioni sieriche di amikacina al fine di assicurare livelli adeguati e evitare livelli potenzialmente tossici. L’urina deve essere esaminata per l’eventuale riduzione del peso specifico, l’aumento dell’escrezione proteica, e per la presenza di cellule o di “cilindri”. Devono essere misurate periodicamente azotemia, creatinina sierica o la clearance della creatinina. Se possibile, si devono effettuare una serie di audiogrammi, in pazienti abbastanza anziani da dover essere esaminati, in particolare in pazienti ad alto rischio. L’evidenza di ototossicità (capogiro, vertigine, tinnito, rumori nell'orecchio e perdita dell'udito) o di nefrotossicità impone la sospensione della terapia o un aggiustamento del dosaggio.

Occorre evitare la contemporanea e/o sequenziale somministrazione sistemica, orale o topica, di altri farmaci neurotossici o nefrotossici onde evitare un effetto di somma. L’età avanzata e la disidratazione sono altri fattori che possono aumentare il rischio di tossicità. L’inattivazione dell’aminoglicoside è clinicamente significativa solo in pazienti con grave compromissione della funzionalità renale. L’inattivazione può continuare nei campioni di liquidi biologici prelevati per l’analisi determinando risultati di analisi degli aminoglicosidi non accurati. Tali campioni devono essere adeguatamente manipolati (prontamente analizzati, congelati o trattati con beta-lattamasi)

Tossicità neuromuscolare:

Blocco neuromuscolare e paralisi respiratoria sono stati segnalati a seguito di iniezione parenterale, instillazione topica (come in irrigazioni ortopediche o addominali o per il trattamento locale dell'empiema) e a seguito di somministrazione orale di aminoglicosidi. Si deve tener presente la possibilità di paralisi respiratoria quando gli aminoglicosidi sono somministrati per qualsiasi via, specialmente in quei pazienti a cui si somministrano anestetici, bloccanti neuromuscolari (vedere paragrafo “Interazioni”). Se si verifica il blocco neuromuscolare, i sali di calcio sono in grado di neutralizzare la paralisi respiratoria, ma può essere necessaria l’assistenza ventilatoria meccanica. Blocco neuromuscolare e paralisi respiratoria sono stati evidenziati in studi su animali trattati con amikacina ad alte dosi.

Gli aminoglicosidi devono essere usati con cautela in pazienti con disturbi muscolari come miastenia grave o parkinsonismo, per il potenziale effetto curaro-simile sulla giunzione muscolare che può aggravare la debolezza muscolare.

Reazioni allergiche:

Le iniezioni di amikacina solfato contengono sodio metabisolfito, un solfito che, in alcuni soggetti sensibili, può causare reazioni di tipo allergico, inclusi sintomi anafilattici ed episodi asmatici che mettono in pericolo di vita il paziente o episodi asmatici meno gravi. Nella popolazione generale la prevalenza totale della sensibilità ai solfiti non è comune ed è probabilmente bassa. La sensibilità ai solfiti è osservata più frequentemente nei soggetti asmatici rispetto ai non asmatici.

Altro:

Gli aminoglicosidi sono rapidamente e totalmente assorbiti se applicati localmente, in associazione con procedure chirurgiche con l'eccezione della vescica urinaria. In seguito a irrigazioni sia di piccole che di grandi aree con una preparazione contenente aminoglicoside sono stati riportati sordità irreversibile, insufficienza renale, e morte per blocco neuromuscolare.

Come con gli altri antibiotici la terapia con Amikacina può indurre la comparsa di superinfezione da germi resistenti; in tale evenienza occorre adottare un’opportuna terapia.

È stato segnalato infarto della macula talvolta associato a perdita permanente della vista in seguito a somministrazione intravitreale (iniezione nell’occhio) di amikacina.

Popolazione pediatrica:

Gli aminoglicosidi vanno utilizzati con cautela nei neonati e nei prematuri a causa dell'immaturità renale di questi pazienti e del conseguente prolungamento dell'emivita sierica di questi farmaci.

INTERAZIONI

Informare il medico o il farmacista se si è recentemente assunto qualsiasi altro medicinale, compresi quelli senza prescrizione medica.

Vi è il rischio di paralisi respiratoria in pazienti che ricevono amikacina unitamente ad anestetici, bloccanti neuromuscolari, come tubocurarina, succinilcolina, decametonio, atracurio, rocuronio, vecuronio o in pazienti che ricevono trasfusioni massive di sangue contenente citrato come anticoagulante. Deve essere evitato l’uso sia sistemico che topico concomitante o sequenziale, di agenti ototossici o nefrotossici, in particolare bacitracina, cisplatino, amfotericina B, ciclosporine, tacrolimus, cefaloridina, paromomicina, viomicina, polimixina B, colistina, vancomicina, o altri aminoglicosidi, a causa del potenziale effetto additivo. Un aumento della nefrotossicità è stata segnalata a seguito della somministrazione parenterale contemporanea di antibiotici aminoglicosidici e cefalosporine. L’uso concomitante di cefalosporine può falsare la determinazione dei livelli sierici di creatinina, aumentandola.

La somministrazione di AMIKACINA TEVA e di diuretici potenti, per es. acido etacrinico, furosemide, sodio metalluride, sodio mercaptomerin e mannitolo (in particolare se il diuretico è somministrato per via endovenosa) può causare sordità irreversibile. Occorre evitare l’uso concomitante di questi farmaci poiché questi diuretici già di per sé possono causare ototossicità. Inoltre i diuretici, se somministrati per via endovenosa, possono aumentare la tossicità degli aminoglicosidi, alterandone la concentrazione nel siero e nei tessuti.

A volte AMIKACINA TEVA può essere indicato come terapia concomitante ad altri agenti antibatterici in infezioni miste o superinfezioni; in tali casi AMIKACINA TEVA non deve essere mescolato insieme ad altri agenti antibatterici nelle stesse siringhe o negli stessi flaconi per perfusioni.

Può verificarsi una riduzione dei livelli sierici dell’aminoglicoside, anche quando questo ed un farmaco penicillino–simile sono somministrati in vivo per vie diverse.

Vi è un aumento del rischio di ipocalcemia quando gli aminoglicosidi sono somministrati con bifosfonati.

Vi è un aumento del rischio di nefrotossicità e probabilmente di ototossicità quando gli aminoglicosidi sono somministrati con composti contenenti platino.

Il componente reattivo sodio metabisolfito, contenuto nella formulazione di amikacina solfato, può distruggere la tiamina (vitamina B1) quando somministrata contemporaneamente.

L’indometacina potrebbe aumentare la concentrazione plasmatica dell’amikacina nei neonati.

AVVERTENZE SPECIALI

Fertilità, gravidanza ed allattamento

Chiedere consiglio al medico o al farmacista prima di prendere qualsiasi medicinale.

Gravidanza

L’amikacina deve essere somministrata nelle donne in stato di gravidanza e nei neonati soltanto in presenza di chiara necessità e sotto supervisione medica (vedere paragrafo “Precauzioni d’impiego”).

Sono disponibili dati limitati sull'uso degli aminoglicosidi in gravidanza.

Gli aminoglicosidi possono causare danni fetali.

Gli aminoglicosidi attraversano la placenta e vi sono state segnalazioni di sordità congenita bilaterale, irreversibile, totale in bambini le cui madri avevano assunto streptomicina durante la gravidanza.

Sebbene non siano stati segnalati effetti avversi sul feto o nel neonato in donne in gravidanza trattate con altri aminoglicosidi, esiste un potenziale rischio di danni.

In caso di assunzione di amikacina durante la gravidanza o se la paziente inizia una gravidanza durante la terapia con questo farmaco, la paziente deve essere informata del potenziale rischio per il feto.

Allattamento

Non è noto se l'amikacina sia escreta nel latte materno. Occorre decidere se interrompere l'allattamento al seno o la terapia.

Fertilità

Negli studi sulla tossicità riproduttiva nei topi e nei ratti, non sono stati registrati effetti sulla fertilità, né sulla tossicità fetale.

Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

Non sono stati effettuati studi sulla capacità di guidare veicoli e sull'uso di macchinari. A causa del verificarsi di alcune reazioni avverse (vedere “Effetti indesiderati”), la capacità di guidare veicoli e di usare macchinari può essere compromessa.

Informazioni importanti su alcuni eccipienti:

AMIKACINA TEVA contiene sodio metabisolfito: tale sostanza raramente può causare gravi reazioni di ipersensibilità e broncospasmo.

AMIKACINA TEVA 0,5g/2ml soluzione iniettabile:

Questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per fiala, cioè è praticamente “senza sodio”.

AMIKACINA TEVA 1g/4ml soluzione iniettabile:

Questo medicinale contiene 1,42 mmol (32,7 mg) di sodio per fiala. Da tenere in considerazione in persone con ridotta funzionalità renale o che seguono una dieta a basso contenuto di sodio.

DOSE, MODO E TEMPO DI SOMMINISTRAZIONE

 

Adulti e Bambini al di sopra dei 12 anni

La dose intramuscolare o endovenosa consigliata per gli adulti e gli adolescenti con funzione renale normale (clearance della creatinina ≥ 50 ml/min.) è di 15 mg/kg/die e può essere somministrata come monodose giornaliera o suddivisa in 2 dosi equivalenti, ossia una dose da 7,5 mg/kg ogni 12 ore. La dose giornaliera totale non deve superare 1,5 g. Nell'endocardite e nei pazienti neutropenici febbrili, la posologia deve prevedere due dosi al giorno in quanto non sono disponibili dati sufficienti ad avvalorare la monodose giornaliera.

Bambini di età compresa tra 4 settimane e 12 anni

La dose intramuscolare o endovenosa (infusione endovenosa lenta) consigliata nei bambini con funzione renale normale è di 15-20 mg/kg/die e può essere somministrata mediante una dose da 15-20 mg/kg una volta al giorno o una dose da 7,5 mg/kg ogni 12 ore. Nell'endocardite e nei pazienti neutropenici febbrili, la posologia deve prevedere due dosi al giorno in quanto non sono disponibili dati sufficienti ad avvalorare la monodose giornaliera.

Neonati : una dose iniziale di carico di 10 mg/kg seguita da 7,5 mg/kg ogni 12 ore (vedere paragrafo “Precauzioni d’impiego”).

 Prematuri

La dose consigliata nei prematuri è di 7,5 mg/kg ogni 12 ore (vedere paragrafo “Precauzioni d’impiego”).

Non si deve superare la dose totale di 15 g.

La durata del trattamento è, in genere, di 3-7 giorni per la somministrazione endovenosa, e 7-10 giorni per la somministrazione intramuscolare.

Alle dosi consigliate, le infezioni meno gravi causate da organismi sensibili rispondono alla terapia entro 24-48 ore.

Nei pazienti affetti da disfunzione renale, la dose giornaliera dovrebbe essere ridotta e/o aumentati gli intervalli tra una somministrazione e l’altra onde evitare un accumulo del farmaco.

Un metodo consigliato per stabilire le dosi da somministrare a pazienti con una diminuita funzionalità renale, sospetta o accertata, è quello di moltiplicare per 9 le concentrazioni sieriche di creatinina: il risultato ottenuto rappresenta l’intervallo, espresso in ore, tra una dose e l’altra. Ad esempio se il tasso sierico della creatinina è di 2 mg, la dose consigliabile dovrà essere somministrata dopo 18 ore.

Poiché le funzioni renali possono alterarsi notevolmente nel corso della terapia, il tasso sierico della creatinina dovrebbe essere controllato frequentemente e, se necessario, le somministrazioni dovranno essere modificate.

Qualora sia ritenuta utile o necessaria la somministrazione endovenosa, questa deve essere eseguita diluendo la quantità di farmaco calcolata in modo da far durare la somministrazione almeno un’ora o anche più.

Come solvente sono indicate in questo caso la soluzione fisiologica o la soluzione isotonica di glucosio.

Raccomandazioni specifiche per la somministrazione endovenosa

Nei pazienti pediatrici, la quantità di diluenti utilizzata dipenderà dalla quantità di amikacina tollerata dal paziente. Normalmente, la soluzione deve essere infusa nell'arco di un periodo di 30-60 minuti. I bambini piccoli devono ricevere un'infusione di 1-2 ore.

SOVRADOSAGGIO

In caso di sovradosaggio c’è un rischio generale di reazioni nefrotossiche, ototossiche e neurotossiche (blocco neuromuscolare). Il blocco neuromuscolare con arresto respiratorio necessita di un trattamento appropriato che prevede la somministrazione di calcio ionico (per esempio come soluzione di calcio gluconato o lattobionato al 10-20%) (vedere paragrafo “Precauzioni d’impiego”).

In caso di sovradosaggio o di reazioni tossiche, per accelerare l’eliminazione di Amikacina dal sangue ricorrere ad emodialisi od a dialisi peritoneale.

I livelli di amikacina vengono ridotti anche durante l’emofiltrazione continua artero-venosa. Nei neonati, si può anche considerare la trasfusione di scambio.

In caso di ingestione/assunzione accidentale di una dose eccessiva di AMIKACINA TEVA avvertire immediatamente il medico o rivolgersi al più vicino ospedale

Se ha qualsiasi dubbio sull’uso di AMIKACINA TEVA, si rivolga al medico o al farmacista

EFFETTI INDESIDERATI

Come tutti i medicinali AMIKACINA TEVA può causare effetti indesiderati, sebbene non tutte le persone li manifestino.

Tutti gli aminoglicosidi sono potenzialmente ototossici, nefrotossici e possono indurre blocco neuromuscolare. Questa tossicità si manifesta più frequentemente in pazienti con compromissione renale, in quelli trattati con altri farmaci ototossici e nefrotossici e in quelli trattati per periodi di tempo più lunghi o con dosi più elevate di quelli raccomandati (vedere paragrafo “Precauzioni d’impiego”).

L’elenco è presentato secondo la classificazione per sistemi e organi, termine preferenziale e frequenza MedDRA, usando le seguenti categorie di frequenza: molto comune (≥1/10), comune (≥1/100, <1/10), non comune (≥1/1.000, <1/100), raro (≥1/10.000, <1/1.000), molto raro (<1/10.000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

Classificazione per sistemi e organi

Frequenza

Terminologia MedDRA

Infezioni ed infestazioni

Non comune

Superinfezioni o colonizzazione con batteri resistenti o lievitia

Patologie del sistema emolinfopoietico

Raro

Anemia, eosinofilia

Disturbi del sistema immunitario

Non nota

Risposte anafilattiche (reazioni anafilattiche, shock anafilattico e reazioni anafilattoidi), ipersensibilità

Disturbi del metabolismo e della nutrizione

Raro

Ipomagnesemia

Patologie del sistema nervoso

Non nota

Paralisia

Raro

Tremorea, parestesiaa, cefalea, disturbo dell’equilibrioa

Patologie dell'occhio

Raro

Cecitàb, infarto della retinab

Patologie dell'orecchio e del labirinto

Raro

Tinnitoa, ipoacusiaa

Non nota

Sorditàa, sordità neurosensorialea

Patologie vascolari

Raro

Ipotensione

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche

Non nota

Apnea, broncospasmo

Patologie gastrointestinali

Non comune

Nausea, vomito

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Non comune

Eruzione cutanea

Raro

Prurito, orticaria

Patologie del sistema muscoloscheletrico, del tessuto connettivo e delle ossa

Raro

Artralgia, contrazione muscolarea

Patologie renali e urinarie

Non nota

Compromissione renale acuta, nefropatia tossica, cellule nelle urinea

Raro

Oliguriaa, aumento della creatininemiaa, albuminuriaa, azotemiaa, globuli rossi nelle urine a, globuli bianchi nelle urinea

Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione

Raro

Piressia

a Vedere paragrafo “Precauzioni d’impiego”

b Amikacina non è formulata per l’uso intravitreale. Sono stati segnalati cecità e infarto della retina in seguito a somministrazione intravitreale (iniezione nell’occhio) di amikacina.

Le alterazioni della funzionalità renale sono generalmente reversibili quando il farmaco viene sospeso.

Gli effetti tossici a livello dell'VIII paio di nervi cranici possono portare a perdita dell’udito, perdita dell’equilibrio o entrambi. Amikacina colpisce primariamente le funzioni uditive. Il danno cocleare include sordità ad alta frequenza e di solito si manifesta prima che la perdita clinica dell’udito possa essere determinata mediante test audiometrici (vedere paragrafo “Precauzioni d’impiego”).

Il rispetto delle istruzioni contenute nel foglio illustrativo riduce il rischio di effetti indesiderati.

Segnalazione degli effetti indesiderati

Se si manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, rivolgersi al medico o al farmacista. Gli effetti indesiderati possono, inoltre, essere segnalati direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo: http://www.agenziafarmaco.gov.it/it/responsabili

La segnalazione degli effetti indesiderati contribuisce a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.

SCADENZA E CONSERVAZIONE

Scadenza: vedere la data di scadenza indicata sulla confezione.

La data di scadenza si riferisce al prodotto in confezionamento integro, correttamente conservato.

Attenzione: non utilizzare il medicinale dopo la data di scadenza riportata sulla confezione.

I medicinali non devono essere gettati nell’acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.

TENERE IL MEDICINALE FUORI DALLA VISTA E DALLA PORTATA DEI BAMBINI

COMPOSIZIONE AMIKACINA TEVA 0,5 g

Una fiala contiene:

Principio attivo:

Amikacina solfato mg 667,5 (pari ad amikacina mg 500).

Eccipienti:

Sodio citrato mg 50,2; sodio metabisolfito mg 12,05; acido solforico al 35% q.b. a pH 4,5; acqua p.p.i. q.b. a ml 2.

COMPOSIZIONE AMIKACINA TEVA 1 g

Una fiala contiene:

Principio attivo:

Amikacina solfato g 1,335 (pari ad amikacina base g 1).

Eccipienti:

Sodio citrato mg 100,4; sodio metabisolfito mg 24,1; acido solforico al 35% q.b. a pH 4,5; acqua p.p.i. q.b. a ml 4.

FORMA FARMACEUTICA E CONTENUTO

5 fiale di soluzione iniettabile da 0,5 g per uso i.m. e.v.

1 fiala di soluzione iniettabile da 1 g per uso i.m. e.v.

TITOLARE DELL’AUTORIZZAZIONE ALL’IMMISSIONE IN COMMERCIO E PRODUTTORE

Titolare AIC

TEVA ITALIA S.r.l. – Via Messina, 38 – 20154 Milano

Produttore

Laboratorio Italiano Biochimico Farmaceutico Lisapharma S.p.A. – Via Licino, 11 – 22036 Erba (CO)

REVISIONE DEL FOGLIO ILLUSTRATIVO DA PARTE DELL’AGENZIA ITALIANA DEL FARMACO: Giugno 2014

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