Farmaci equivalenti: cosa sono, come funzionano e perché sono importanti

Close-up of a male hand holding a series of medication blister packs.

I farmaci equivalenti, chiamati anche farmaci generici, sono medicinali che contengono lo stesso principio attivo, nella stessa quantità e forma farmaceutica, di un medicinale di riferimento il cui brevetto è scaduto. Devono inoltre dimostrare la bioequivalenza rispetto al farmaco di riferimento e rispettare gli stessi standard di qualità, sicurezza ed efficacia. 

I farmaci equivalenti rappresentano quindi un'alternativa terapeutica efficace e sicura ai farmaci originatori e, grazie a un prezzo inferiore, contribuiscono a rendere le cure più accessibili e sostenibili per i cittadini e per il Servizio Sanitario Nazionale. 

Teva è leader mondiale nella produzione di farmaci equivalenti, con un'ampia gamma di medicinali in quasi tutte le principali aree terapeutiche. 

Cosa sono i farmaci equivalenti? 

Un farmaco equivalente è un medicinale sviluppato a partire da un farmaco di riferimento, o originatore, il cui brevetto è scaduto. 

Secondo l'Articolo 10, comma 5, lettera b del Decreto Legislativo 219 del 2006. 01 , un medicinale equivalente “ha la stessa composizione qualitativa e quantitativa in termini di sostanze attive e la stessa forma farmaceutica del medicinale di riferimento e deve dimostrare la propria bioequivalenza attraverso appropriati studi di biodisponibilità”. 

In termini più semplici, un farmaco equivalente 02 03 :

  • contiene lo stesso principio attivo, nella stessa quantità, del farmaco di riferimento; 
  • presenta la stessa forma farmaceutica, ad esempio compressa, capsula o soluzione; 
  • deve dimostrare bioequivalenza rispetto al medicinale di riferimento; 
  • deve rispettare gli stessi standard di qualità richiesti agli altri medicinali; 
  • garantisce la stessa efficacia terapeutica e sicurezza del farmaco di riferimento; 
  • ha un prezzo inferiore rispetto al medicinale originatore. 

Cosa significa che due farmaci sono bioequivalenti?

La bioequivalenza è uno dei requisiti fondamentali per l'autorizzazione di un farmaco equivalente. 

Due medicinali sono considerati bioequivalenti quando, somministrati alla stessa dose, presentano profili di concentrazione del principio attivo nel sangue così simili da rendere improbabili differenze rilevanti nei loro effetti in termini di efficacia e sicurezza. 

Per dimostrare la bioequivalenza vengono condotti studi di farmacocinetica, che valutano la biodisponibilità del medicinale, cioè la quantità di principio attivo che raggiunge il sangue e la velocità con cui questo avviene. 

È proprio la dimostrazione della bioequivalenza a consentire di stabilire l'equivalenza terapeutica tra il farmaco equivalente e il medicinale di riferimento. 

Perché i farmaci equivalenti costano meno?

Il prezzo inferiore di un farmaco equivalente non dipende da una minore qualità, efficacia o sicurezza. 06

Un medicinale equivalente viene sviluppato quando il brevetto del farmaco originatore è scaduto. L'azienda che lo produce non deve quindi sostenere nuovamente tutti i costi legati alla ricerca e allo sviluppo iniziali della molecola, già affrontati dall'azienda che ha sviluppato il medicinale di riferimento. 

Questo permette di offrire il farmaco a un prezzo più basso, favorendo allo stesso tempo una maggiore sostenibilità economica per i cittadini e per il Servizio Sanitario Nazionale. 

Farmaci equivalenti in Italia: utilizzo e sostenibilità

Nonostante i farmaci equivalenti offrano le stesse garanzie di efficacia e sicurezza dei medicinali di riferimento, il loro utilizzo in Italia rimane inferiore rispetto a quello registrato in altri Paesi europei. 

Esistono inoltre importanti differenze territoriali: nelle Regioni del Sud gli equivalenti rappresentano il 23,7% degli acquisti, rispetto al 39,8% del Nord Italia. 09

Una corretta informazione può quindi contribuire a favorire una maggiore conoscenza dei farmaci equivalenti e un loro utilizzo più consapevole. 

Farmaci equivalenti e risparmio per cittadini e Servizio Sanitario Nazionale

I farmaci equivalenti rappresentano non soltanto un'opzione terapeutica efficace e sicura, ma anche uno strumento per favorire la sostenibilità del sistema sanitario. 

Secondo lo studio “30 anni di Teva Italia - Insieme, per una salute migliore”, realizzato da The European House Ambrosetti (TEHA Group), nel solo 2025 i farmaci equivalenti di Teva hanno abilitato un risparmio per il Servizio Sanitario Nazionale di quasi 350 milioni di euro. Considerando il periodo 2022-2025, il risparmio complessivo raggiunge circa 1,16 miliardi di euro. 08

Un contributo che va oltre il contenimento della spesa: le risorse liberate grazie ai farmaci accessibili possono contribuire a sostenere altri bisogni del sistema sanitario, dalla prevenzione ai servizi territoriali e all'innovazione. 

Anche per i cittadini la scelta tra farmaco equivalente e farmaco originatore può avere un impatto economico. Nel 2023 gli italiani hanno versato di tasca propria oltre 1 miliardo di euro di differenziale di prezzo scegliendo farmaci originatori più costosi al posto dei corrispondenti farmaci equivalenti interamente rimborsati dal Servizio Sanitario Nazionale. 09

Medici e farmacisti hanno un ruolo importante nell'informazione e nell'orientamento dei cittadini: quasi 2 italiani su 3 (64%) dichiarano infatti di affidarsi alle indicazioni del medico per l'acquisto di un farmaco. 09 

Favorire una maggiore conoscenza dei medicinali equivalenti significa quindi contribuire a rendere le cure più accessibili e a promuovere un uso più sostenibile delle risorse sanitarie. 

Scopri di più sul contributo di Teva alla salute e alla sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale nel report “30 anni di Teva Italia - Insieme, per una salute migliore”. 

Come vengono autorizzati e controllati i farmaci equivalenti?

Prima di poter essere commercializzato, ogni farmaco deve ottenere un'Autorizzazione all'Immissione in Commercio (AIC) da parte delle autorità competenti. 

Per ottenere l'autorizzazione, l'azienda deve presentare un dossier di registrazione che documenti la qualità, l'efficacia e la sicurezza del medicinale secondo quanto previsto dalla normativa europea e nazionale. Nel caso di un farmaco equivalente deve essere inoltre dimostrata la bioequivalenza rispetto al medicinale originatore. 

La valutazione della documentazione viene effettuata da esperti, tra cui medici, farmacisti e ricercatori. 

I controlli non terminano con l'autorizzazione: anche dopo l'immissione in commercio, i farmaci equivalenti sono sottoposti alle attività di farmacovigilanza previste per gli altri medicinali, attraverso il monitoraggio continuo del loro rapporto beneficio/rischio. 

Come nasce un farmaco equivalente Teva?

Anche lo sviluppo di un farmaco equivalente richiede ricerca, innovazione e competenze specialistiche. 

Realizzare un medicinale che abbia lo stesso principio attivo, lo stesso dosaggio e la stessa forma farmaceutica del farmaco originatore e che sia in grado di dimostrare la bioequivalenza richiede infatti un articolato processo di Ricerca e Sviluppo. 

Teva utilizza l'approccio Quality by Design 07 nella progettazione, nello sviluppo e nella produzione dei propri prodotti, applicando metodologie statistiche, analitiche e di gestione del rischio. 

Durante lo sviluppo vengono effettuati test approfonditi per verificare le prestazioni del medicinale e rigorosi test di stabilità, finalizzati ad assicurare che le sue caratteristiche rimangano inalterate per tutto il periodo di validità. 

I farmaci equivalenti Teva

Teva è presente in Italia dal 1996 e opera nella produzione e commercializzazione di farmaci equivalenti in numerose aree terapeutiche. 

Tra il 2022 e il 2025, i farmaci equivalenti Teva hanno superato i 400 milioni di confezioni distribuite nel canale retail, di cui 101 milioni nel solo 2025. Una presenza diffusa che interessa quasi tutte le aree terapeutiche e, in particolare, Cardio-Metabolico, Sistema Nervoso Centrale, Dolore, Genito-Urinario e Gastrointestinale. 

A livello globale, il portfolio Teva comprende medicinali destinati a molte delle principali aree terapeutiche, tra cui: 

  • apparato gastrointestinale; 
  • sistema cardiovascolare; 
  • dermatologia; 
  • sistema genito-urinario; 
  • preparati ormonali sistemici; 
  • antimicrobici per uso sistemico; 
  • oncologia e immunologia; 
  • sistema muscolo-scheletrico; 
  • sistema nervoso; 
  • sistema respiratorio; 
  • organi di senso; 
  • sangue e organi emopoietici. 

Molti dei farmaci prodotti da Teva appartengono inoltre alle categorie incluse nella lista dei medicinali essenziali dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, tra cui medicinali per la salute cardiovascolare e mentale, l'oncologia, il sistema respiratorio e la terapia del dolore. 

L'impegno di Teva per l'accesso alle cure

Per Teva, i farmaci equivalenti rappresentano uno strumento importante per ampliare l'accesso alle terapie, offrendo a pazienti e operatori sanitari opzioni di trattamento sostenibili, accessibili e di qualità. 

L'impegno di Teva comprende l'intero percorso del medicinale, dalla Ricerca e Sviluppo alla produzione, dai controlli di qualità all'approvazione e all'immissione in commercio. 

A questo si affianca l'impegno per una corretta informazione sui farmaci equivalenti, con l'obiettivo di aiutare le persone a comprenderne caratteristiche, efficacia, sicurezza e valore per la sostenibilità delle cure. 


FAQ: domande frequenti sui farmaci equivalenti

SEZIONE 1: DEFINIZIONE E DIFFERENZE 

Che cosa sono i farmaci generici (o equivalenti)?

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I farmaci equivalenti, comunemente chiamati anche “generici”, contengono lo stesso principio attivo del medicinale di riferimento, nella stessa quantità e forma farmaceutica. Per essere autorizzati devono dimostrare la bioequivalenza con il farmaco originale, garantendo la stessa efficacia e sicurezza ad un costo inferiore. 

La definizione 

I medicinali comunemente chiamati “generici” sono, in termini regolatori, definiti “medicinali equivalenti”. Si tratta di farmaci che contengono lo stesso principio attivo del medicinale di riferimento (il cosiddetto ex-originator), nella stessa quantità, con la stessa forma farmaceutica, la stessa via di somministrazione, la stessa modalità di rilascio, lo stesso dosaggio e lo stesso numero di unità posologiche. 

Cosa serve per ottenere l'autorizzazione 

  • Stesso principio attivo del medicinale di riferimento, nella stessa quantità 
  • Stessa forma farmaceutica (compressa, capsula, soluzione, ecc.) 
  • Dimostrazione della bioequivalenza attraverso studi appropriati di biodisponibilità 
  • Rispetto degli stessi standard di qualità, sicurezza ed efficacia previsti dalla normativa 

In termini pratici, questo significa che il medicinale equivalente deve rendere disponibile nell'organismo la stessa quantità di principio attivo, con una velocità comparabile, così da offrire lo stesso effetto terapeutico atteso del medicinale di riferimento. 

Perché “equivalente” e non solo “generico” 

Il termine “generico” resta molto diffuso nel linguaggio comune, ma “equivalente” è la terminologia più corretta dal punto di vista regolatorio e scientifico, perché richiama in modo esplicito il concetto di equivalenza terapeutica rispetto al medicinale originale. 

Domande correlate 

    • Farmaco generico e farmaco equivalente sono la stessa cosa? 
    • Qual è la differenza tra farmaco equivalente e farmaco generico? 

Farmaco generico e farmaco equivalente sono la stessa cosa?

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Sì, i due termini indicano la stessa categoria di medicinali. Nel linguaggio comune si usa spesso “generico”, ma è preferibile parlare di “farmaco equivalente”, un'espressione più precisa e coerente con la normativa italiana, che non lascia spazio a dubbi sulla qualità del prodotto. 

Stesso farmaco, due nomi diversi 

Nel linguaggio comune, le espressioni “farmaco generico” e “farmaco equivalente” vengono spesso utilizzate come sinonimi e indicano esattamente la stessa categoria di medicinali. Non esiste alcuna differenza sostanziale tra i due termini: si tratta della stessa tipologia di prodotto, disciplinata dalle stesse regole. 

Perché è cambiata la terminologia 

La parola “generico” può indurre, in modo improprio, a pensare a un prodotto meno specifico o meno caratterizzato rispetto al farmaco di marca. Per questo motivo, dal punto di vista regolatorio e comunicativo, si preferisce oggi il termine “farmaco equivalente” o “medicinale equivalente”, che descrive con maggiore precisione la caratteristica essenziale di questi prodotti: la loro equivalenza rispetto al medicinale di riferimento, dimostrata attraverso un rigoroso percorso di autorizzazione. 

Il medicinale equivalente è, infatti, un farmaco autorizzato secondo criteri regolatori rigorosi e deve dimostrare qualità, sicurezza ed efficacia sovrapponibili a quelle del medicinale di riferimento. È importante che i pazienti comprendano che “generico” e “medicinale equivalente” indicano lo stesso tipo di farmaco. 

Domande correlate 

    • Che cosa sono i farmaci generici (o equivalenti)? 
    • Qual è la differenza tra farmaco equivalente e farmaco generico? 

Qual è la differenza tra farmaco equivalente e farmaco generico?

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Non esiste differenza: sono due nomi per la stessa categoria di medicinali. Il termine “equivalente” ha progressivamente sostituito “generico” nella normativa italiana proprio per evitare l'idea, fuorviante, di un prodotto meno specifico o di qualità inferiore. 

Un cambio di terminologia, non di sostanza  

Il termine “medicinale generico” nasce come traduzione italiana della definizione “generic medicinal product” prevista dalla normativa europea. A differenza della versione inglese, che rimanda direttamente al concetto normativo di equivalenza, la traduzione letterale italiana di “generico” si è però rivelata fuorviante: veniva infatti spesso percepita come un prodotto meno specifico o, in alcuni casi, di qualità inferiore rispetto ai farmaci di marca. 

La svolta normativa del 2005

Per superare questo equivoco e ribadire che i medicinali “generici” sono a tutti gli effetti “equivalenti” al medicinale di riferimento, la Legge 149 del 26 luglio 2005 ha sostituito nella normativa italiana la denominazione “medicinale generico” con quella di “medicinale equivalente”. Da allora, questo è il termine tecnico e regolatorio corretto, anche se “generico” resta ampiamente usato nel linguaggio quotidiano. 

Domande correlate 

    • Che cosa sono i farmaci generici (o equivalenti)? 
    • Farmaco generico e farmaco equivalente sono la stessa cosa? 

SEZIONE 2: EFFICACIA, QUALITÀ E SICUREZZA

I farmaci equivalenti sono affidabili ed efficaci come gli ex-originator?

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Sì, i farmaci equivalenti sono affidabili, sicuri ed efficaci quanto i farmaci originali di marca. Contengono lo stesso principio attivo, nella stessa quantità e con la stessa modalità d'azione, e vengono autorizzati solo dopo aver dimostrato la bioequivalenza con il medicinale di riferimento. 

Stessa efficacia, stessa sicurezza 

Un farmaco equivalente può essere autorizzato solo se dimostra di essere bioequivalente al medicinale di riferimento (l'ex-originator) e se rispetta gli standard di qualità, sicurezza ed efficacia previsti dalla normativa. La bioequivalenza conferma che, a parità di dose, il principio attivo viene reso disponibile nell'organismo in quantità e tempi comparabili rispetto al farmaco di riferimento, garantendo così gli stessi risultati terapeutici. 

Il controllo delle autorità regolatorie 

Gli enti regolatori, l'EMA (European Medicines Agency) a livello europeo e l'AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) in Italia, richiedono e verificano che i medicinali equivalenti siano prodotti secondo gli stessi standard di qualità applicati a tutti gli altri medicinali, compresi quelli di marca. 

Cosa significa per il paziente 

Per il paziente, questo significa che scegliere un farmaco equivalente non comporta alcuna rinuncia alla qualità della cura: l'equivalenza del farmaco è il risultato di un percorso regolatorio e scientifico rigoroso, valutato dalle autorità competenti, che consente un maggiore accesso alle terapie senza compromessi sulla qualità. 

Domande correlate 

    • I farmaci equivalenti hanno lo stesso aspetto dei rispettivi farmaci originatori? 
    • I farmaci equivalenti hanno la stessa qualità di quelli di marca? 
    • Cos'è il principio attivo e perché è uguale nei farmaci equivalenti? 
    • Come viene dimostrata la bioequivalenza tra un farmaco equivalente e il farmaco di riferimento? 

I farmaci equivalenti hanno lo stesso aspetto dei rispettivi farmaci originatori?

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Non sempre: forma e colore di compresse o capsule possono differire da quelli del farmaco di marca. Si tratta di differenze puramente estetiche, spesso legate a ragioni di brevetto sull'aspetto del prodotto, che non incidono in alcun modo sull'efficacia del medicinale. 

Perché l'aspetto può cambiare 

A volte la versione equivalente di un farmaco di marca può presentare una forma o un colore differenti rispetto all'originale. Questo può accadere perché l'aspetto specifico di un farmaco (ad esempio, la forma particolare di una compressa) può essere oggetto di un brevetto detenuto dal produttore originario: per questo motivo la versione equivalente deve necessariamente avere un aspetto diverso. 

Cosa resta invariato 

Queste differenze riguardano esclusivamente l'aspetto esteriore del medicinale (colore, forma, eventuali eccipienti utilizzati per la formulazione) e non hanno alcun impatto sull'efficacia o sulla sicurezza del farmaco. Il principio attivo, la quantità e l'azione terapeutica restano identici a quelli del medicinale di riferimento, come dimostrato dagli studi di bioequivalenza richiesti per l'autorizzazione. 

Immagine suggerita: foto di due compresse di forma/colore diversi, con didascalia che rassicura sull'equivalenza terapeutica. 

Domande correlate 

    • I farmaci equivalenti sono affidabili ed efficaci come gli ex-originator? 
    • I farmaci equivalenti hanno la stessa qualità di quelli di marca? 
    • Cos'è il principio attivo e perché è uguale nei farmaci equivalenti? 
    • Come viene dimostrata la bioequivalenza tra un farmaco equivalente e il farmaco di riferimento? 

I farmaci equivalenti hanno la stessa qualità di quelli di marca?

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Sì. Per ottenere l'Autorizzazione all'Immissione in Commercio, un medicinale equivalente deve rispettare gli stessi requisiti di qualità del medicinale originatore, garantiti dalle norme GMP applicate prima, durante e dopo la produzione. 

Uno standard unico per tutti i farmaci 

Un medicinale equivalente, per poter ottenere l'Autorizzazione all'Immissione in Commercio, deve presentare gli stessi requisiti di qualità richiesti al medicinale originatore. Non esiste quindi un doppio standard: le regole di qualità applicate ai farmaci equivalenti sono le medesime previste per tutti gli altri medicinali. 

Le norme GMP 

La qualità di un farmaco viene garantita attraverso un insieme di procedure previste dalla normativa comunitaria, le cosiddette GMP (Good Manufacturing Practices). Queste procedure vengono messe in atto dal produttore prima, durante e dopo la fabbricazione del medicinale, e sono verificate attraverso ispezioni periodiche da parte delle autorità regolatorie competenti, tra cui AIFA, EMA e, per gli stabilimenti che esportano anche negli Stati Uniti, la FDA. 

Il controllo continuo nel tempo 

Il rispetto degli standard di qualità non si esaurisce con l'ottenimento dell'autorizzazione iniziale: per tutto il ciclo di vita del prodotto, i siti produttivi restano soggetti a controlli e ispezioni periodiche, così da garantire nel tempo la coerenza qualitativa dei lotti immessi sul mercato. 

Domande correlate 

    • I farmaci equivalenti sono affidabili ed efficaci come gli ex-originator? 
    • I farmaci equivalenti hanno lo stesso aspetto dei rispettivi farmaci originatori? 
    • Cos'è il principio attivo e perché è uguale nei farmaci equivalenti? 
    • Come viene dimostrata la bioequivalenza tra un farmaco equivalente e il farmaco di riferimento? 

Cos'è il principio attivo e perché è uguale nei farmaci equivalenti?

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Il principio attivo è la sostanza responsabile dell'effetto terapeutico del medicinale. Nei farmaci equivalenti, spesso chiamati “generici”, il principio attivo è identico, nella stessa quantità, a quello del medicinale di riferimento: è uno dei requisiti fondamentali per ottenere l'autorizzazione. 

Cos'è il principio attivo 

Il principio attivo è la sostanza contenuta in un medicinale responsabile del suo effetto terapeutico: è cioè il componente che agisce sull'organismo per prevenire, curare o controllare una determinata condizione di salute. Va distinto dagli eccipienti, sostanze prive di attività terapeutica che servono a rendere somministrabile il principio attivo (ad esempio, dando forma a una compressa). 

Perché deve essere identico 

Nei farmaci equivalenti, spesso chiamati nel linguaggio comune “farmaci generici”, il principio attivo è lo stesso del medicinale di riferimento (anche detto ex-originator) ed è presente nella stessa quantità. Questo è uno dei requisiti fondamentali perché un medicinale possa essere autorizzato come farmaco equivalente: senza questa corrispondenza esatta, non sarebbe possibile dimostrare la bioequivalenza e, di conseguenza, la stessa efficacia terapeutica. 

Domande correlate 

    • I farmaci equivalenti sono affidabili ed efficaci come gli ex-originator? 
    • I farmaci equivalenti hanno lo stesso aspetto dei rispettivi farmaci originatori? 
    • I farmaci equivalenti hanno la stessa qualità di quelli di marca? 
    • Come viene dimostrata la bioequivalenza tra un farmaco equivalente e il farmaco di riferimento? 

Come viene dimostrata la bioequivalenza tra un farmaco equivalente e il farmaco di riferimento?

Pulsante di chiusura/compressione

La bioequivalenza viene dimostrata attraverso studi di farmacocinetica che confrontano quanto principio attivo raggiunge la circolazione sanguigna e con quale velocità, nel farmaco equivalente e nel medicinale di riferimento. Se i due profili sono sovrapponibili entro i criteri regolatori, il farmaco equivalente è considerato bioequivalente. 

Gli studi di farmacocinetica 

La bioequivalenza viene dimostrata attraverso studi di farmacocinetica che confrontano il comportamento del farmaco equivalente e del medicinale di riferimento all'interno dell'organismo. In particolare, vengono valutate la quantità di principio attivo che raggiunge la circolazione sanguigna e la velocità con cui questo avviene. 

Se i profili di assorbimento risultano sovrapponibili entro i criteri regolatori previsti, il medicinale equivalente può essere considerato bioequivalente rispetto al farmaco di riferimento. 

Perché è un passaggio centrale 

La bioequivalenza è uno degli elementi centrali del processo autorizzativo: serve a dimostrare che il paziente riceve un'esposizione al principio attivo comparabile a quella ottenuta con il medicinale di riferimento, e quindi lo stesso effetto terapeutico atteso. 

Regole rigorose e casi particolari 

Gli studi vengono condotti secondo rigorose norme internazionali di Buona Pratica Clinica (GCP, Good Clinical Practice), a garanzia dell'affidabilità dei dati raccolti. Per alcune categorie di farmaci o forme farmaceutiche particolari, le autorità regolatorie possono inoltre richiedere approcci specifici, linee guida prodotto-specifiche o ulteriori dati scientifici a supporto della domanda di autorizzazione. 

Domande correlate 

    • I farmaci equivalenti sono affidabili ed efficaci come gli ex-originator? 
    • I farmaci equivalenti hanno lo stesso aspetto dei rispettivi farmaci originatori? 
    • I farmaci equivalenti hanno la stessa qualità di quelli di marca? 
    • Cos'è il principio attivo e perché è uguale nei farmaci equivalenti? 

SEZIONE 3: PREZZO E REPERIBILITÀ

Perché i farmaci equivalenti costano meno?

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I farmaci equivalenti costano almeno il 20% in meno rispetto ai farmaci di marca perché, non dovendo ripetere gli studi preclinici e clinici già condotti per il medicinale di riferimento, il loro sviluppo non comporta gli stessi investimenti in Ricerca e Sviluppo. 

L'origine del risparmio 

Il prezzo inferiore dei farmaci equivalenti – almeno il 20% in meno rispetto ai farmaci originatori – è una diretta conseguenza della scadenza del brevetto sul principio attivo del medicinale. Una volta scaduto il brevetto, altre aziende possono produrre e commercializzare un farmaco con lo stesso principio attivo. 

Il processo di sviluppo di un equivalente non prevede gli stessi investimenti in ricerca: il principio attivo è già noto e non è più necessario condurre nuovamente gli studi preclinici e clinici richiesti per dimostrare efficacia e sicurezza, già effettuati in precedenza dall'azienda proprietaria del brevetto originale. Al loro posto, è richiesto uno studio di bioequivalenza, più mirato e meno oneroso. 

Un vantaggio per il sistema sanitario 

Grazie a questo vantaggio economico, il ricorso ai farmaci equivalenti continua a crescere, in risposta alla necessità di contenere la spesa sanitaria, un tema particolarmente rilevante considerando l'invecchiamento della popolazione e l'aumento dei consumi farmaceutici. 

Domande correlate 

    • Esiste un equivalente per ogni farmaco in commercio? 
    • Come posso sapere se per un farmaco di marca ne esiste uno equivalente? 
    • Come consultare la lista dei farmaci equivalenti AIFA?

Esiste un equivalente per ogni farmaco in commercio?

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No: finché un medicinale è protetto da brevetto, non può essere immesso sul mercato un equivalente. In alcuni casi, anche dopo la scadenza del brevetto, un'alternativa equivalente potrebbe non essere disponibile, per motivi di costi o di complessità produttiva. 

Il ruolo del brevetto 

Finché un medicinale è protetto da brevetto, non può essere immesso sul mercato un farmaco equivalente alternativo. A volte una versione equivalente è approvata e disponibile in alcuni Paesi, mentre non lo è ancora in altri, a seconda dei tempi e delle procedure regolatorie locali. 

Cosa succede alla scadenza del brevetto 

Con la crescente attenzione verso i farmaci equivalenti, più versioni equivalenti di uno stesso medicinale originatore vengono spesso sviluppate proprio nel momento in cui il relativo brevetto scade. Tuttavia, anche dopo la scadenza di un brevetto, non sempre esiste un'alternativa equivalente disponibile: questo può accadere per motivi legati ai costi di sviluppo, nel caso di farmaci destinati a utilizzi molto limitati, oppure quando sono richiesti processi produttivi particolarmente complessi. 

Domande correlate 

    • Perché i farmaci equivalenti costano meno? 
    • Come posso sapere se per un farmaco di marca ne esiste uno equivalente? 
    • Come consultare la lista dei farmaci equivalenti AIFA? 

Come posso sapere se per un farmaco di marca ne esiste uno equivalente?

Pulsante di chiusura/compressione

L'elenco dei medicinali equivalenti disponibili in Italia è contenuto nelle Liste di Trasparenza pubblicate periodicamente da AIFA. In ogni caso, il medico o il farmacista restano il punto di riferimento più semplice e affidabile per avere questa informazione. 

Le Liste di Trasparenza AIFA 

L'elenco dei medicinali equivalenti distribuiti sul territorio italiano è contenuto nelle cosiddette Liste di Trasparenza, pubblicate periodicamente da AIFA, l'Agenzia Italiana del Farmaco. Queste liste indicano, per ciascun principio attivo, quali medicinali equivalenti sono disponibili e rimborsabili dal Servizio Sanitario Nazionale. 

Chi può aiutarti a interpretarle 

Nella pratica quotidiana, il modo più semplice per sapere se esiste un equivalente per un determinato farmaco di marca resta chiedere al proprio medico o al farmacista: professionisti in grado di verificare rapidamente l'informazione e di indicare, se disponibile, l'alternativa equivalente più adatta. 

Domande correlate 

    • Perché i farmaci equivalenti costano meno? 
    • Esiste un equivalente per ogni farmaco in commercio? 
    • Come consultare la lista dei farmaci equivalenti AIFA? 

Come consultare la lista dei farmaci equivalenti AIFA?

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La lista di trasparenza AIFA permette di consultare i medicinali equivalenti rimborsabili dal Servizio Sanitario Nazionale e il relativo prezzo di riferimento. È aggiornata periodicamente e consultabile per principio attivo o per nome commerciale. 

Cosa contiene la lista 

La lista di trasparenza AIFA è lo strumento che permette di consultare i medicinali equivalenti rimborsabili dal Servizio Sanitario Nazionale e il relativo prezzo di riferimento. AIFA la rende disponibile e la aggiorna periodicamente, con elenchi consultabili sia per principio attivo sia per nome commerciale, anche in formati scaricabili. 

Come può essere utile all'utente 

Per l'utente, la lista può aiutare a comprendere quali medicinali appartengono allo stesso gruppo di equivalenza e quale sia il prezzo massimo rimborsato dal SSN per quel gruppo. Resta comunque fondamentale, nella pratica quotidiana, il ruolo di medico e farmacista come riferimenti principali per interpretare correttamente queste informazioni e individuare la soluzione più adatta alla singola terapia. 

Domande correlate 

    • Perché i farmaci equivalenti costano eno? 
    • Esiste un equivalente per ogni farmaco in commercio? 
    • Come posso sapere se per un farmaco di marca ne esiste uno equivalente? 

SEZIONE 4: IL BRAND TEVA

Teva è un'azienda biofarmaceutica internazionale con oltre 125 anni di storia, con un ruolo riconosciuto nell'ambito dei farmaci equivalenti. In Italia dal 1996, ha un portfolio ampio e un focus innovativo sui farmaci specialistici nell'area delle neuroscienze. 

Una storia lunga oltre un secolo 

Teva è un'azienda biofarmaceutica internazionale con oltre 125 anni di storia. Opera nello sviluppo, nella produzione e nella distribuzione di medicinali, con un ruolo riconosciuto nell'ambito dei farmaci equivalenti e un impegno crescente nello sviluppo di soluzioni terapeutiche innovative. 

La sua attività combina competenze industriali, scientifiche e regolatorie, con l'obiettivo di contribuire all'accesso alle cure e alla sostenibilità dei sistemi sanitari nei diversi Paesi in cui opera. 

Teva in Italia 

In Italia dal 1996, Teva è presente con un portfolio ampio e diversificato, con un ruolo rilevante nel mercato dei farmaci equivalenti e un focus innovativo sui farmaci specialistici, concentrato in particolare nell'area delle neuroscienze. 

Domande correlate 

    • Cosa fa Teva? 
    • Dove vengono realizzati i prodotti Teva? 
    • Perché Teva è leader mondiale nei farmaci equivalenti? 
    • Qual è l'impegno di Teva nell'ambito della ricerca e dell'innovazione?

Teva sviluppa, produce e rende disponibili medicinali in quasi tutte le aree terapeutiche: farmaci equivalenti, farmaci specialistici, nuove opzioni terapeutiche e prodotti di automedicazione, con una presenza in più di 57 mercati nel mondo. 

Un portfolio ampio che copre quasi tutte le aree terapeutiche 

Teva sviluppa, produce e rende disponibili medicinali in quasi tutte le aree terapeutiche, con farmaci equivalenti, farmaci specialistici, nuove opzioni terapeutiche e prodotti di automedicazione. Il suo modello integra competenze nella produzione su larga scala di medicinali di qualità con attività di ricerca, sviluppo e innovazione, mantenendo un'attenzione costante ai bisogni di pazienti e caregiver e una presenza globale in più di 57 mercati. 

Il lavoro dietro un farmaco equivalente 

Nell'ambito dei farmaci equivalenti, questo significa lavorare non solo sulla disponibilità del principio attivo, ma anche su formulazione, qualità, stabilità, processi produttivi, continuità di fornitura e sostenibilità. L'obiettivo è contribuire a rendere le cure più accessibili, mantenendo elevati standard di qualità e sicurezza. 

Domande correlate 

    • Chi è Teva? 
    • Dove vengono realizzati i prodotti Teva? 
    • Perché Teva è leader mondiale nei farmaci equivalenti? 
    • Qual è l'impegno di Teva nell'ambito della ricerca e dell'innovazione? 

Dove vengono realizzati i prodotti Teva?

Pulsante di chiusura/compressione

Teva dispone di una rete globale di produzione e distribuzione. Tutti i suoi siti sono ispezionati da FDA, EMA e altre autorità regolatorie, per garantire il rispetto degli standard GMP richiesti a tutti i produttori di farmaci. 

Una rete produttiva globale 

Come principale produttore mondiale di farmaci equivalenti, Teva dispone di una rete globale di produzione e distribuzione, con stabilimenti dislocati in diversi Paesi per garantire continuità di fornitura e prossimità ai mercati serviti. 

Ispezioni e standard di qualità 

La FDA (Food and Drug Administration), l'EMA (European Medicines Agency) e altre importanti autorità regolatorie ispezionano regolarmente tutti i siti produttivi Teva, per garantire che i prodotti soddisfino gli standard GMP (Good Manufacturing Practices) richiesti a tutti i produttori di farmaci, senza distinzione tra equivalenti e farmaci di marca. 

Domande correlate 

    • Chi è Teva? 
    • Cosa fa Teva? 
    • Perché Teva è leader mondiale nei farmaci equivalenti? 
    • Qual è l'impegno di Teva nell'ambito della ricerca e dell'innovazione? 

Perché Teva è leader mondiale nei farmaci equivalenti?

Pulsante di chiusura/compressione

Teva è leader mondiale grazie alla combinazione di esperienza scientifica, capacità industriale, ampiezza del portfolio in quasi tutte le aree terapeutiche e presenza in oltre 57 mercati, con un contributo concreto alla sostenibilità dei sistemi sanitari. 

Competenze specialistiche, non solo scala 

Teva è un punto di riferimento globale nei farmaci equivalenti grazie alla combinazione di esperienza scientifica, capacità industriale, ampiezza del portfolio in quasi tutte le aree terapeutiche e presenza internazionale in oltre 57 mercati. 

Lo sviluppo di un farmaco equivalente richiede competenze specialistiche: non basta disporre del principio attivo, ma occorre progettare una formulazione stabile e appropriata, dimostrare la bioequivalenza, garantire gli standard di qualità richiesti e assicurare continuità nella produzione e nella distribuzione nel tempo. 

Un valore che va oltre il prezzo 

In questo senso, il valore dei farmaci equivalenti non è solo economico: contribuiscono alla sostenibilità del sistema sanitario, alla disponibilità delle terapie e alla possibilità di liberare risorse da destinare ad altre aree di cura. 

Domande correlate 

    • Chi è Teva? 
    • Cosa fa Teva? 
    • Dove vengono realizzati i prodotti Teva? 
    • Qual è l'impegno di Teva nell'ambito della ricerca e dell'innovazione? 

Qual è l’impegno di Teva nella ricerca e nell’innovazione?

Pulsante di chiusura/compressione

L'impegno di Teva riguarda sia lo sviluppo di nuove opzioni terapeutiche innovative, in particolare nelle neuroscienze e nell'immunologia, sia il costante miglioramento del portfolio di farmaci equivalenti, grazie a una rete globale di 21 siti di Ricerca & Sviluppo. 

Due direttrici: innovazione ed equivalenti 

L'impegno di Teva nella ricerca e nell'innovazione riguarda sia lo sviluppo di opzioni terapeutiche innovative sia l'evoluzione continua del portfolio dei farmaci equivalenti, grazie a una rete globale di 21 siti di Ricerca & Sviluppo. 

La ricerca innovativa 

Per quanto riguarda la ricerca innovativa, l'obiettivo di Teva è sviluppare nuove opzioni terapeutiche capaci di rispondere a bisogni di salute ancora non pienamente soddisfatti e di migliorare la qualità di vita dei pazienti. A livello globale, l'azienda integra competenze scientifiche, cliniche, industriali e regolatorie per portare avanti programmi di sviluppo in aree terapeutiche prioritarie, con una pipeline orientata in particolare alle neuroscienze e all'immunologia. 

La ricerca sugli equivalenti 

Nel caso dei farmaci equivalenti, le attività di ricerca e sviluppo non sono focalizzate sulla scoperta di un nuovo principio attivo, ma comprendono comunque attività scientifiche e industriali fondamentali: sviluppo della formulazione, selezione degli eccipienti, studi di stabilità, dimostrazione della bioequivalenza, ottimizzazione dei processi produttivi, controllo qualità e sviluppo di equivalenti complessi. Questo lavoro può portare a formulazioni o processi più efficienti, capaci di migliorare anche l'esperienza quotidiana del paziente, nel pieno rispetto dei requisiti di qualità, sicurezza ed efficacia. 

L'obiettivo di fondo 

Questo impegno si traduce in attività di ricerca e sviluppo finalizzate a individuare, sviluppare e rendere disponibili soluzioni terapeutiche moderne, anche attraverso partnership strategiche e programmi dedicati a patologie per le quali esistono ancora importanti bisogni clinici. La ricerca innovativa rappresenta quindi una componente essenziale della missione di Teva: contribuire al progresso delle cure, ampliando le possibilità terapeutiche disponibili e mantenendo al centro i bisogni di pazienti, caregiver e sistemi sanitari. 

Domande correlate 

    • Chi è Teva? 
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    • Perché Teva è leader mondiale nei farmaci equivalenti? 

Fonti