La ricerca scientifica, l'innovazione, il progresso tecnologico possono contribuire moltissimo a migliorare la qualità di vita in tutto il mondo. Teva è attivamente impegnata nella ricerca di nuove terapie farmacologiche nelle seguenti aree terapeutiche: sistema nervoso centrale, terapia del dolore, onco-ematologia e il respiratorio. É interesse di Teva continuare ad allargare la sua pipeline di prodotti specialistici e innovativi con particolare attenzione ai nuovi trattamenti per patologie neurologiche, malattie autoimmuni e disturbi respiratori. Teva integra le sue competenze in ambito dei farmaci generic e specialistici nella sua divisione globale di ricerca e sviluppo per creare nuovi modi per rispondere a bisogni insoddisfatti dei pazienti, cercando di combinare lo sviluppo dei farmaci con dispositivi, servizi e tecnologie.

Sistema Nervoso Centrale (SNC)

Teva si impegna a offrire medicinali per rispondere ai bisogni dei pazienti e delle famiglie colpite dai disordini del Sistema Nervoso Centrale (SNC). Tra le patologie che colpiscono il Sistema Nervoso la Sclerosi Multipla, la Malattia di Parkinson, l’Emicrania cronica e le malattie neurodegenerative (quali la Corea di Huntington e le Discinesie Tardive) sono quelle i cui costi sociali ed emotivi incidono in maniera rilevante e coinvolgono il mondo medico e farmaceutico. Proprio per questo Teva da anni è impegnata nella ricerca e sviluppo di terapie innovative per combattere malattie così invalidanti.

In qualità di leader mondiale nei trattamenti per i disturbi del Sistema Nervoso Centrale (SNC), Teva fornisce prodotti per trattare i pazienti con disturbi neurologici e neurodegenerativi, dolore, e disturbi del sonno, nei paesi di tutto il mondo.

Teva sta anche sviluppando soluzioni innovative per la cefalea e l’emicrania.

Le principali novità terapeutiche degli ultimi anni sono caratterizzate dalle biotecnologie, ovvero quelle tecnologie basate sull’utilizzo di materiale biologico. Il loro impatto sulla terapia di numerose gravi patologie, quali ad esempio tumori, malattie autoimmuni, malattie infettive e cardiovascolari è stato e sarà sempre più determinante. Tuttavia, a causa della complessità dei processi produttivi, i farmaci biotecnologici sono spesso molto costosi. Per questo motivo i farmaci biotecnologici biosimilari rappresentano oggi un’enorme opportunità per favorire l’accesso a un maggior numero di soggetti a terapie più innovative e la maggiore sostenibilità economica ai sistemi sanitari. 
 

Definizione di Biosimilare

Le biotecnologie hanno reso possibile lo sviluppo di trattamenti estremamente efficaci e mirati per molte patologie gravi. I farmaci biologici, prodotti con biotecnologie, hanno già contribuito al trattamento di milioni di pazienti affetti da malattie quali il tumore, la sclerosi multipla, il diabete, l’artrite reumatoide e altre malattie autoimmuni e rare. I primi farmaci biologici sono stati approvati negli anni Ottanta. Per alcuni i brevetti o diritti di esclusiva sono già scaduti, per molti altri scadranno nei prossimi anni.

Alla luce delle scadenze brevettuali, sono già in commercio - e presto ne arriveranno altri - farmaci biologici simili a quelli a copertura scaduta, comunemente denominati biosimilari. Il farmaco biosimilare, dunque, altro non è che un farmaco comparabile ad un farmaco biologico già autorizzato ed il cui brevetto è scaduto. L’autorizzazione all'immissione in commercio di un farmaco biosimilare si basa su un procedimento volto a verificare la sua comparabilità con il prodotto o di riferimento, in termini di qualità, sicurezza ed efficacia.