Cos’è l’emicrania

L’emicrania è un disturbo disabilitante caratterizzato da una marcata disomogeneità clinica.

In base alla sintomatologia, si distinguono due tipi di emicrania:

  • senza aura, caratterizzata principalmente da cefalea con caratteristiche specifiche e sintomi associati,
  • con aura, caratterizzata da sintomi neurologici focali transitori, che in genere precedono o a volte accompagnano la cefalea.

Alcuni pazienti con emicrania presentano una fase prodromica, che precede di alcune ore o giorni la comparsa di cefalea, e una fase di risoluzione. Entrambe le fasi sono caratterizzate da sintomi quali iperattività, ipoattività, depressione, desiderio di cibi specifici, sbadigli ricorrenti, affaticamento e rigidità o dolore cervicale.

In base alla frequenza degli attacchi, si distinguono due tipi di emicrania:

  • Emicrania episodica
  • Emicrania cronica

L’emicrania è caratterizzata da attacchi episodici, che, in un sottogruppo di pazienti, progredisce in una forma più persistente e refrattaria.

 

Questo fenomeno, consistente in un aumento progressivo della frequenza degli attacchi, che tendono a cronicizzarsi, viene detto trasformazione dell’emicrania e può dar luogo a tre forme parzialmente sovrapposte.

 

Esistono diversi fattori che influenzano l'evoluzione dell'emicrania.

A differenza dei fattori non modificabili, i fattori modificabili rappresentano possibili target di interventi volti a ridurre la percentuale di progressione dell’emicrania e aumentare la percentuale di remissione.

 

Epidemiologia ed impatto sulla qualità di vita

L’emicrania è una condizione comune e disabilitante, e rappresenta un problema di sanità pubblica di significativa gravità tale da esercitare un impatto sfavorevole non solo sulla vita dei singoli individui che ne soffrono, ma anche sulle loro famiglie e, con effetti più ampi, sull’intera società

Le stime di prevalenza sono altamente variabili tra i diversi studi, presumibilmente in virtù delle differenti metodologie di analisi adottate. In genere, sembra che prima della pubertà la prevalenza dell’emicrania sia maggiore nei maschi mentre, con l’avanzare dell’adolescenza, incidenza e prevalenza crescono più rapidamente nelle donne fino ai 40 anni circa, per poi calare. In effetti, i valori più elevati di prevalenza si riportano nella fascia d’età compresa tra i 25 e i 55 anni, coincidenti con il periodo della vita caratterizzato dalla maggiore produttività economica.