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Praticare la gratitudine per sentirsi meglio

Getty Images/ fizkes

La storia di Dan e Jen Digmann

Di solito le parole “gratitudine” e “sclerosi multipla” non si trovano nella stessa frase.

Diciamoci la verità: ci sono innumerevoli cose che la sclerosi multipla toglie a chi ne soffre, frequentazioni con gli amici più stretti, capacità di camminare, rapporto col proprio partner e perfino la possibilità di una carriera, tutti elementi che prima della malattia rappresentavano un’identità e uno stile di vita.

La sclerosi multipla può essere spietata. Io e Jen lo sappiamo bene, perché tutto quanto elencato prima ci è successo per davvero, a causa di questa patologia con cui conviviamo da circa 20 anni. Ogni esperienza ci ha spinto ai nostri limiti emotivi, fisici, mentali e spirituali. Entrambi abbiamo versato innumerevoli lacrime cercando di capire cosa avessimo fatto per meritarci una punizione così malvagia e imprevedibile.

La realtà è che non abbiamo fatto nulla per avere la sclerosi multipla nelle nostre vite, ma adesso ne fa parte, che ci piaccia o no. Nel corso degli anni ci siamo resi conto che possiamo fare una scelta: lasciare che la sclerosi multipla ci sovrasti, come un ospite indesiderato in grado di rovinare la festa che è la nostra vita, o scegliere di concentrarci su tutto ciò che rende la nostra vita degna di essere vissuta.

Amici, siate grati e celebrate la vostra vita.

Certo, a volte ci arrabbiamo ancora. Ci sentiamo frustrati. Tristi. Ma riusciamo comunque ad affrontare ogni giorno traendo forza da tutte le cose di cui siamo grati.

Una ricerca mostra l'impatto positivo della riconoscenza e della gratitudine sulla salute. Un articolo della Harvard Medical School afferma infatti che: “Nella ricerca sulla psicologia positiva, la gratitudine è fortemente e costantemente associata a una maggiore felicità. La gratitudine aiuta le persone a provare emozioni più positive, vivere belle esperienze, migliorare la propria salute, affrontare le avversità e costruire relazioni solide". Ecco come la gratitudine ci ha aiutato - e come potrebbe aiutare anche te - a rimanere positivi e a continuare a lottare per una vita migliore con la sclerosi multipla.

Apprezza il “qui ed ora”

Jennifer ha perso la capacità di camminare più di 16 anni fa ma, anziché rammaricarsi per ciò che ha perso, apprezza il fatto di poter stare in piedi in maniera assistita. Stare in piedi consente a Jennifer di spostarsi in modo sicuro dalla sua sedia a rotelle elettrica per usare il bagno o andare a letto, e inoltre le dà un leggero sollievo dallo stare seduta quasi tutto il giorno. #PuòStareAncoraInPiedi

Accetta - e apprezza - il presente

La sclerosi multipla è una malattia degenerativa, e possiamo vedere coi nostri occhi quanto velocemente le condizioni di salute possano cambiare. Anche dopo 20 anni di convivenza con la sclerosi multipla, Dan riesce a non lamentarsi del modo in cui la malattia ha influito sulle sue capacità. Come mai? Perché sa che un domani potrebbe andare peggio, e non vorrebbe mai guardarsi indietro chiedendosi di cosa diavolo si lamentava. #GratoPerOggi

La prospettiva è tutto

Ci sono alcune cose che Jennifer fatica a fare senza essere aiutata, come ad esempio mangiare. La debolezza che la sclerosi multipla le procura nella mano destra e nel braccio rende difficile portare una posata alla bocca, il che è diventato più di una sfida. Piuttosto che concentrarsi sulla frustrazione di chiedere aiuto per finire gli ultimi bocconi, lei sceglie di celebrare il fatto che per la maggior parte del pasto è riuscita a mangiare da sola. #GuardaIlLatoPositivo

Non pensare al passato, guarda al presente

Con il tempo, la vita cambia, a prescindere dalla sclerosi multipla. Diventiamo tristi quando perdiamo le cose, come le relazioni con amici che non sanno come gestire la nostra nuova realtà. La chiave è non rimanere bloccati nella propria tristezza, perché ti impedirebbe di trovare qualcosa che ti faccia stare meglio. Un esempio significativo: se Dan non avesse superato il fallimento del suo primo matrimonio, non avrebbe mai conosciuto Jennifer. #VaiAvanti

Abbi fiducia nella Ricerca

Quando ci è stata diagnosticata per la prima volta la sclerosi multipla vent’anni fa, esistevano solo tre trattamenti in grado di modificare la malattia rallentandone la progressione, tutti iniettabili. Oggi ci sono quasi 15 diverse opzioni terapeutiche, in diverse forme farmaceutiche, e sono in corso ricerche e studi per aiutare a riparare i danni causati dalla sclerosi multipla, ripristinando le funzionalità perse. Questi sviluppi ci danno speranza e mostrano come diversi ricercatori stiano cercando di migliorare la vita dei pazienti che, come noi, convivono con la sclerosi multipla. #UnaCuraÈVicina

Chiedi aiuto: accetta la gentilezza

Eravamo entrambi un po' riluttanti a chiedere e ricevere aiuto dagli altri quando ci è stata diagnosticata per la prima volta la malattia, anche per cose semplici: all’inizio quando un amico chiamava per chiederci come stavamo, o un vicino si offriva per tagliarci il prato o un genitore si proponeva per aiutarci a pulire casa, ci facevano sentire come se fossimo un peso. Le cose sono cambiate rapidamente quando qualcuno ci ha fatto notare che avremmo fatto anche noi la stessa cosa per aiutare qualcuno in difficoltà. Essere aperti a ricevere questo tipo di supporto è una situazione vantaggiosa per tutti. Aiuta noi nelle faccende quotidiane e aiuta gli altri a sentirsi bene per aver fatto la differenza. #AccettaLaGentilezza

Per maggiori informazioni sulla sclerosi multipla

Per saperne di più sulle attività di Dan e Jen

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