ADHD: cos’è questa neurodivergenza e quali sono i sintomi

In Italia aumenta il numero di persone neurodivergenti: i casi di ADHD sono più di 1 milione, ma le diagnosi sono in crescita grazie a una maggiore consapevolezza. Quali sono i segnali a cui fare attenzione
Sempre più spesso si parla di neurodivergenze, e non sempre a proposito. Di cosa si tratta esattamente? Con il termine neurodivergenze si intende l’insieme di condizioni per cui il cervello apprende ed elabora informazioni in modo atipico rispetto alla maggioranza statistica della popolazione.
Nelle neurodivergenze rientrano i disturbi dello spettro dell’autismo, i disturbi specifici dell’apprendimento (Dsa), il disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) e la plusdotazione, ossia un quoziente intellettivo superiore alla media.
Come definisce l’Accademia della Crusca, la neurodivergenza non è una malattia ma una “Differenza nel funzionamento neurologico rispetto a ciò che è considerato tipico o normale”.
Quante sono le persone neurodivergenti e ADHD in Italia?
In Italia aumenta il numero di persone neurodivergenti. La crescita è dovuta a una maggiore consapevolezza sul tema e a diagnosi precoci, ma molti adulti sono ancora sottodiagnosticati. In base ai dati diffusi dal ministero della Salute, si stima che circa 1 bambino su 77 (età 7-9 anni) abbia un disturbo dello spettro autistico. I maschi ne soffrono 4,4 volte in più rispetto alle bambine.
Aumenta anche l’incidenza del disturbo da deficit di attenzione/iperattività (ADHD). Secondo il monitoraggio dell’Associazione italiana famiglie ADHD, i casi in Italia sono 1.265.000, dei quali 317.000 minori.
Non solo distrazione: cos’è l’ADHD?
L’ADHD, come riferisce il ministero della Salute, “è uno dei più frequenti disturbi neuropsichici dell’età evolutiva. È caratterizzato dalla triade sintomatologica disattenzione, impulsività comportamentale e verbale e iperattività motoria (o difficoltà a mantenere l'at-tenzione)”. È evidente che non si tratta di semplici episodi di distrazione. L’ADHD si manifesta fin da bambini ma non è una condizione esclusiva dell’infanzia: persiste anche in adolescenza e in età adulta e le sue manifestazioni possono variare molto nel corso del ciclo di vita.
Quali sono i sintomi dell’ADHD e come si riconosce in bambini e adulti?
Le cause dell'ADHD non sono state ancora individuate. L’Istituto superiore di Sanità (Iss) riporta alcuni studi che evidenziano una componente genetica, altri che riconoscono un ruolo agli effetti di alcol e fumo in gravidanza così come a fattori ambientali.
Ulteriori ricerche parlano di un deficit nella trasmissione dopaminergica. Oggi non c’è una risposta univoca. In generale, i sintomi tipici di disattenzione, iperattività e impulsività sono più evidenti nei bambini, mentre negli adulti i segnali sono meno definiti.
Negli adulti, la spia di ADHD può essere una serie di carenze nelle funzioni esecutive: poca memoria sul lavoro, fatica nel passare da un compito all'altro e criticità nell’organizzazione di azioni consecutive.
I 3 principali sottotipi di ADHD sono: ADHD-PI predominantemente inattentivo; ADHD-PII predominantemente iperattivo-impulsivo; ADHD-C combinato.
Cosa fare se si sospetta un caso di ADHD?
Se si sospetta un caso di ADHD, gli adulti possono rispondere all’Adult self-report Scale, un sistema di screening basato su domande e validato dall’OMS. Oppure rivolgersi ad associazioni riconosciute come Aifa Aps, Associazione Italiana Famiglie ADHD.
La prima indicazione resta quella di contattare il proprio medico o il farmacista di fiducia per individuare un centro specializzato. I principali poli ospedalieri in Italia dispongono di servizi specifici per la salute mentale e per le neurodivergenze.
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