Mindfulness, alleata preziosa per i pazienti con emicrania

Persona seduta su una poltrona vicino a una finestra in una stanza luminosa con piante

Recenti studi evidenziano i benefici della pratica della mindfulness per affrontare l’emicrania. Accanto alle terapie mediche e ai corretti stili di vita, la meditazione consapevole rappresenta un approccio complementare che aiuta a calmare l’iperattivazione del cervello emicranico, favorendone la riduzione dello stress e la gestione della patologia.

L'emicrania non è un semplice mal di testa, ma una patolo­gia neurologica complessa che può incidere profon­damente sulla qua­lità della vita, sul lavoro, sulle relazioni e sulle attività quotidiane di chi ne soffre. 

Accanto alle terapie farmacolo­giche per l’emicrania e ai corretti stili di vita, negli ultimi anni è cresciuto l’interesse per approcci complementa­ri come la mindfulness. Questa è una pratica di meditazione e di con­sapevolezza basata sull’attenzione al momento presente. Ma che ruolo può avere davvero nella gestione dell’emi­crania? Può aiutare a ridurre lo stress, a controllare e a gestire meglio la ma­lattia? Ne parliamo con Licia Grazzi, neurologa e direttrice del Centro Cefalee dell’IRCCS, Fondazione Istituto Neurologico Carlo Besta di Milano. 

Che rapporto c’è tra emi­crania e stress? In che modo la mindfulness può aiutare chi soffre di attacchi ricorrenti?

L’emicrania esordisce in sog­getti che vi sono predisposti: il tratto emicranico è presente nei pa­zienti fin dalla giovane età e spesso in pubertà si manifesta con gli episodi di dolore accompagnati da:

  • nausea
  • vo­mito
  • fastidio per luci e suoni
  • disabilità importante.

Tuttavia, tensione, e situa­zioni di stress come eventi familiari critici oppure situazioni di lavoro con­flittuali o di disagio possono favorire gli attacchi, poiché aumentano la soglia di attivazione emotiva (arousal) che alimenta l’emicrania.

La pratica di mindfulness ci aiuta a “fermarci”, a sta­re nel momento presente con un’atti­tudine non giudicante. Non si tratta di “svuotare la mente”, ma di osservare i pensieri senza lasciarsi trascinare.

Fer­mando il corpo, anche la mente tende a calmarsi. L’usuale iperattivazione del cervello emicranico si ridimensiona e questo può, a sua volta, ridurre la frequenza e l’intensità degli episodi emicranici. 

Che cosa succede, dal punto di vista neurologico, quando una persona con emicrania pratica mindfulness con re­golarità?

La pratica è un percorso che dura tutta la vita, non si esaurisce in un corso di poche settimane: ci insegna a coltivare quelle risorse interiori che tutti abbia­mo.

Man mano che procediamo con la pratica della mindfulness il nostro atteggiamento rispetto alle situazio­ni della vita cambia, e questo influisce positivamente sugli attacchi, riducen­do intensità e frequenza.

Cambia la no­stra attitudine, ma cambia anche il no­stro cervello: studi degli ultimi 10 anni hanno, infatti, confermato come cir­cuiti cerebrali che sono coinvolti nella percezione del dolore e delle emozioni subiscono cambiamenti. Gli studi sono stati condotti con una metodica parti­colare, quella della risonanza funziona­le, e hanno confermato questo dato. 

La mindfulness può essere, considerata un supporto da integrare alle terapie per l’emicrania prescritte dal medico?

Certamente, perché è importante ren­dere i pazienti con emicrania più consapevoli della loro condizione di malattia e sull’uso dei farmaci, aiutandoli ad addestrare la loro mente alla calma, a concentrarsi nel presente, riducendo quel rimugi­nio mentale fatto di treni di pensieri, piani, preoccupazioni.

La pratica della mindfulness è utile per mantenere una buona salute mentale e questo non è affatto in contrasto con le terapie pre­scritte dal medico. Al contrario, si integra benissimo con le terapie di prevenzio­ne, aiutandole a funzionare meglio. 

Come iniziare a praticare mindful­ness, in modo semplice e sicuro? 

Si può iniziare a praticare mindfulness anche da soli, eseguen­do semplici esercizi di attenzione al re­spiro o al corpo: online sono disponibi­li diverse app e risorse pratiche. Anche pochi minuti al giorno, praticati con regolarità, possono fare la differenza nel tempo.

Se si preferisce, invece, un percorso guidato da un professionista, è possibile iscriversi a un corso o se­minario, come quello dell'associazione Ameco, Associazione per la meditazio­ne di consapevolezza, disponibile sia in presenza, sia online.

Questo tipo di percorso addestra la pratica, ma con­sente anche di creare uno spazio di discussione e condivisione, utile per chi decide di intraprendere il cammino della mindfulness per la prima volta.


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