Ansia e malattie gastrointestinali: qual è il legame?

Gli effetti degli stati emotivi su stomaco e intestino sono un’esperienza molto comune: a tutti sarà capitato di provare mal di pancia o bruciore di stomaco in risposta a stress o preoccupazioni. Al contrario, quando si è felici o innamorati quasi ci si dimentica di mangiare perché l’appetito, come per miracolo, scompare. Tuttavia, il legame tra psiche e apparato gastrointestinale non è solamente un luogo comune, ma è ormai ampiamente riconosciuto dal mondo scientifico. Vediamo allora qual è il legame fra ansia e condizioni gastrointestinali, perché esiste e come fare ad alleviare questi fastidi di origine psicologica.
Cos’è l’ansia?
Innanzitutto, è fondamentale capire cosa sia l’ansia. L’ansia è una sensazione di paura o preoccupazione rivolta verso un evento che sta per verificarsi o che potrebbe verificarsi. È una normale risposta anticipatoria del nostro cervello a un possibile pericolo o a una situazione che richiederà tutta la nostra attenzione; l’ansia, infatti, si è evoluta insieme all’uomo per aiutarlo a difendersi dai possibili rischi. 01
Quella che abbiamo appena descritto è l’ansia fisiologica, l’ansia “buona” destinata a farci affrontare più preparati le sfide quotidiane. Tuttavia, a volte l’ansia diventa una vera e propria malattia. Nel DSM, il manuale nel quale gli psicologi e gli psichiatri definiscono e classificano le malattie mentali, l’ansia patologica è definita come un’eccessiva preoccupazione per gli eventi futuri, che si manifesta la maggior parte dei giorni e che impedisce a chi ne soffre di svolgere normalmente le attività quotidiane. 01
A volte si confonde l’ansia con lo stress perché queste due condizioni possono avere sintomi simili. Tuttavia, mentre lo stress è una risposta psicologica e fisiologica a difficoltà reali (un lutto, un lavoro troppo impegnativo, una catastrofe naturale, ecc.), l’ansia può insorgere senza bisogno che si verifichi un evento problematico, ma nasce dal timore che esso si manifesti. 02
Lo stretto legame tra cervello e apparato gastrointestinale
L’ansia e molti altri disturbi psicologici, ma anche le emozioni e le paure, hanno un effetto diretto sul nostro stomaco e sul nostro intestino. Questo succede perché il cervello e l’apparato digerente sono strettamente collegati attraverso quello che gli scienziati chiamano “asse intestino-cervello” (AIC). 03 Questa sorta di collegamento è ancora in parte misterioso, ma le prove della sua esistenza sono sempre più numerose. Alla base dell’AIC c’è il fatto che cervello e intestino sono in grado di influenzarsi vicendevolmente, sia in positivo sia in negativo, con una modalità bidirezionale. Per questo motivo accade che molti disturbi psicologici o psichiatrici aumentino il rischio di malattie gastrointestinali e, allo stesso tempo, molte malattie dell’intestino aumentino il rischio di patologie mentali o dell’umore. 03 Questo succede perché cervello e intestino, pur essendo lontani dal punto di vista anatomico, si scambiano continuamente segnali attraverso i nervi, gli ormoni e il sistema immunitario. Di recente, poi, si è scoperto che il microbiota (ovvero l’ecosistema formato dai miliardi di microrganismi che abitano il nostro intestino) ha un ruolo chiave nella comunicazione tra cervello e apparato gastrointestinale. È stato dimostrato, infatti, che l’alterazione del microbiota intestinale (come quella causata dall’uso di antibiotici) può avere potenti effetti sulla psiche, aumentando il rischio di ansia e di depressione. 03
Quali sono i sintomi gastrointestinali dell’ansia?
La stretta relazione tra mente e intestino emerge con chiarezza quando si va a misurare la frequenza dei sintomi gastrointestinali nei pazienti con ansia.
Un ampio studio condotto su circa 100.000 norvegesi, per esempio, ha valutato la presenza di sintomi quali nausea, bruciore di stomaco, diarrea e stitichezza nelle persone affette da ansia. Dall’analisi dei dati è emerso con chiarezza che le persone con ansia hanno una probabilità di manifestare questi sintomi gastrointestinali decisamente più elevata rispetto alla norma. 04
Secondo i ricercatori che hanno condotto lo studio questi sintomi gastrointestinali andrebbero quindi considerati e gestiti come veri e propri sintomi dell’ansia, al pari di quelli tradizionalmente riconosciuti e più attinenti alla sfera psichica.
Gastrite e reflusso sono spesso associati all’ansia
Numerosi studi hanno dimostrato che ansia e malattie gastrointestinali sono fortemente legate e rappresentano un fattore di rischio le une delle altre.
Per esempio, è stato dimostrato che l’ansia è associata a un aumento del rischio di gastrite di circa il 50%; allo stesso tempo, nelle persone con gastrite la presenza di ansia è di circa il 120% più frequente rispetto alla norma. 05
Risultati simili sono stati osservati anche per diverse altre patologie gastrointestinali come il reflusso gastroesofageo (GERD) e la malattia infiammatoria intestinale (una grave patologia autoimmune dell’intestino). 06 07
Sintomi gastrointestinali senza causa: colpa dell’ansia?
A tutti sarà capitato di manifestare sintomi gastrointestinali come mal di pancia, diarrea, stitichezza, gonfiore, nausea e vomito. In molte persone, però, questi sintomi sono frequenti e fastidiosi anche se non è possibile identificare nessuna malattia specifica che possa causarli. In questi casi i medici parlano di “malattie gastrointestinali funzionali”. Ad oggi sono state individuate diverse varianti di queste malattie, le più diffuse tra le quali sono la sindrome dell’intestino irritabile, la dispepsia funzionale e la costipazione funzionale. 08 Le cause di questi disturbi sono poco chiare e potrebbero includere un’alterazione dell’asse intestino-cervello. Tuttavia, una cosa è certa: l’ansia è estremamente comune nelle persone con malattie gastrointestinali funzionali e potrebbe essere quindi all’origine dei loro sintomi. 09
Come alleviare i sintomi gastrointestinali dell’ansia
Vista la stretta interconnessione tra ansia e malattie gastrointestinali è importante agire su più fronti.
Occorre innanzitutto non trascurare i possibili sintomi dell’ansia e parlarne subito con il proprio medico di medicina generale, che saprà capire se è il caso di approfondire la questione con l’intervento di uno psicologo o di uno psichiatra. È importante cercare aiuto se sperimentiamo: 10
- eccessiva preoccupazione per eventi e attività che risulta difficile da controllare;
- irrequietezza;
- facilità a stancarsi;
- difficoltà di concentrazione;
- irritabilità;
- tensione muscolare;
- disturbi del sonno.
Fortunatamente, oggi esistono numerose terapie per l’ansia. In genere i medici seguono un approccio graduale, che inizia con interventi educativi e di monitoraggio, e che possono essere intensificati (in caso non siano sufficienti) includendo la psicoterapia e il trattamento farmacologico. 10
Qualsiasi sia la terapia che ci viene raccomandata è importante seguirla con impegno: prendersi cura dell’ansia, infatti, non solo migliorerà la nostra qualità di vita, ma ridurrà anche il rischio di sviluppare malattie gastrointestinali.
Se invece si soffre di una malattia gastrointestinale, è importante cercare di curarla al meglio, non trascurandone i sintomi e cercando l’aiuto di un medico. Anche in questo caso la cosa migliore è rivolgersi al proprio medico di medicina generale che valuterà se sia il caso di effettuare esami di approfondimento o una visita dal gastroenterologo. L’obiettivo finale è di ripristinare la salute del nostro apparato gastrointestinale ed evitare che i problemi di stomaco e intestino possano fare insorgere una forma di ansia.
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