Quali sono le patologie psichiatriche più diffuse?

Le patologie psichiatriche sono un tema sanitario molto rilevante. Basti pensare che, secondo quanto indicato nell’ultimo rapporto sull’argomento, pubblicato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), si stima che più di un miliardo di persone siano affette da questo tipo di malattie a livello globale, ovvero una persona su sette. 01
In Italia, i dati diffusi dal Ministero della Salute sono ugualmente preoccupanti. Si calcola infatti che quasi 900.000 persone siano assistite dal Sistema Sanitario Nazionale (SSN) per una patologia psichiatrica; inoltre, ogni anno queste malattie sono la causa di circa 150.000 ricoveri ospedalieri e del 3% di tutti gli accessi al Pronto Soccorso registrati nel nostro Paese. 02 È importante sottolineare che i dati italiani che abbiamo appena visto sono notevolmente sottostimati, perché non tengono conto delle persone con malattie mentali che si rivolgono a strutture o a professionisti privati, oltre a tutti quelli che sono affetti da una patologia psichiatrica e non hanno ancora ricevuto una diagnosi.
In questo articolo presentiamo le patologie psichiatriche più diffuse nel mondo, seguendo l’ordine di prevalenza indicato dall’OMS, fornendo anche dati relativi alla realtà italiana.
1. I disturbi d’ansia
I disturbi d’ansia sono le malattie psichiatriche più comuni poiché colpiscono il 4,4% della popolazione mondiale. Estrapolando il dato alla popolazione italiana, si calcola che le persone affette da disturbi d’ansia in Italia siano circa 2 milioni e mezzo. Queste malattie colpiscono maggiormente il genere femminile, possono presentarsi a qualsiasi età, ma sono più frequenti tra i 20 e i 45 anni. 02
Secondo il Diagnostic and Statistic Manual of Mental Disorders 5 (DSM-5), il libro che rappresenta il punto di riferimento per la diagnosi delle malattie mentali, l’ansia è un’eccessiva e incontrollabile preoccupazione per eventi o attività, che perdura nel tempo. 03
Il DSM-5 distingue diversi tipi di disturbi d’ansia. Il principale è il disturbo d’ansia generalizzata che, come dice il nome, è caratterizzato da ansia persistente associata a quasi tutti gli eventi della vita. Le persone con questa patologia oltre all’ansia presentano spesso sintomi fisici quali irrequietezza, facile affaticamento, difficoltà a concentrarsi, vuoti di memoria, irritabilità, tensione muscolare e alterazioni del sonno. 03
Esistono poi diversi disturbi d’ansia nei quali i timori delle persone affette sono diretti verso situazioni più specifiche, come la separazione dai propri cari (disturbo d’ansia da separazione), le situazioni in cui si è esposti al giudizio degli altri (disturbo d’ansia sociale), l’uso di mezzi pubblici, il trovarsi in spazi aperti o chiusi e lo stare tra la folla (agorafobia). Fanno parte dei disturbi d’ansia anche il disturbo di panico (caratterizzato da ricorrenti attacchi di ansia estremamente intensa) e il mutismo selettivo (l’incapacità di parlare in specifici contesti sociali). 03
2. I disturbi depressivi
I disturbi depressivi sono al secondo posto per diffusione tra le malattie psichiatriche, poiché colpiscono il 4% della popolazione mondiale (2,4 milioni di persone in Italia). Come i disturbi d’ansia, sono patologie più frequenti nelle donne, ma colpiscono prevalentemente in un’età più tardiva (dopo i 35 anni di età). 01
I disturbi depressivi sono malattie psichiatriche caratterizzate dalla presenza di sintomi quali tristezza, mancanza di interesse o ridotto piacere per quasi tutte le attività, cambiamenti di appetito/peso, agitazione o rallentamento del pensiero e dei movimenti, eccesso o riduzione del sonno, stanchezza o mancanza di energia, sentimenti di autosvalutazione o di colpa, ridotta capacità di pensare o di concentrarsi, ricorrenti pensieri rivolti alla morte o al suicidio. 03
Il principale disturbo depressivo è il disturbo depressivo maggiore, caratterizzato da episodi ricorrenti, della durata di almeno due settimane, nei quali sono presenti contemporaneamente 5 dei sintomi elencati in precedenza. È importante sottolineare che gli episodi di disturbo depressivo maggiore sono molto intensi e impediscono alla persona affetta di svolgere in modo normale le proprie attività lavorative, di studio o sociali; inoltre, non sono causati da eventi particolari come lutti, separazioni o uso di sostanze. 03
Un altro comune disturbo depressivo è la distimia o disturbo depressivo persistente. In esso i sintomi depressivi sono meno intensi rispetto a quelli del disturbo depressivo maggiore, ma persistono per un tempo molto prolungato (almeno 2 anni). 03
3. Il disturbo bipolare
Il disturbo bipolare colpisce lo 0,5% delle persone a livello globale (circa 300.000 in Italia) secondo i dati OMS. Si tratta di una malattia che interessa in egual misura i maschi e le femmine, e si manifesta a partire dai 15 anni di età. 01
Il disturbo bipolare è caratterizzato da continue ed estreme fluttuazioni dell’umore. La vita delle persone affette da questa malattia, infatti, è un alternarsi di episodi di depressione maggiore ed episodi maniacali, intercalati da periodi di normalità. Gli episodi di depressione maggiore presentano tutte le caratteristiche tipiche del disturbo depressivo maggiore che abbiamo mostrato in precedenza. Gli episodi maniacali, invece, sono caratterizzati da umore eccessivamente euforico, grande energia e iperattività. Durante un episodio maniacale le persone possono manifestare eccessiva autostima, senso di grandezza, scarso bisogno di dormire, elevata loquacità, agitazione e tendenza a impegnarsi in attività pericolose o dannose. Nel disturbo bipolare sia le fasi depressive che quelle maniacali possono essere così gravi da richiedere il ricovero ospedaliero. 03
4. Schizofrenia
La schizofrenia colpisce lo 0,3% della popolazione mondiale (180.000 casi in Italia). È diagnosticata in misura simile nei maschi e nelle femmine, e di solito si manifesta durante l’adolescenza. 01
La schizofrenia fa parte delle psicosi, un gruppo di malattie caratterizzate da alterazioni delle percezioni e della capacità di interpretare la realtà. 04 Infatti, le persone con schizofrenia possono presentare una serie di sintomi psicotici, ovvero: 03
- i deliri (forti convinzioni che non corrispondono all’effettiva realtà delle cose (per esempio, il sentirsi perseguitati o credere che sia in atto un complotto);
- le allucinazioni (il vedere, udire o percepire con l’olfatto o con il gusto cose che non esistono).
Un altro sintomo comune è il cosiddetto “eloquio disorganizzato”, ovvero il parlare in modo confuso, senza un filo logico chiaro. La stessa mancanza di linearità mostrata nel parlare può essere presente anche nel comportamento, che può passare dall’agitazione all’immobilità.
Inoltre, non vanno dimenticati i cosiddetti “sintomi negativi” della schizofrenia, ovvero l’appiattimento affettivo ed emotivo, la mancanza di motivazione, iniziativa e volontà, l’incapacità di provare piacere nelle attività abituali, l’impoverimento dell’eloquio, l’asocialità e la mancanza di attenzione. 03
Come riconoscere una patologia psichiatrica e a chi rivolgersi?
Molti dei sintomi delle patologie psichiatriche che abbiamo mostrato in questo articolo possono manifestarsi transitoriamente anche in persone del tutto sane. Come capire, allora, se un certo sintomo sia potenzialmente associato a una malattia mentale e richieda un approfondimento?
La cosa migliore da fare è adottare l’approccio del DSM-5, il grande manuale per la diagnosi delle patologie psichiatriche. In questo libro, utilizzato dai medici di tutto il mondo, i sintomi diventano prove a favore della diagnosi quando presentano queste tre caratteristiche:
- durano a lungo o si ripetono nel tempo;
- non sono associati a circostanze esterne (eventi della vita, sostanze assunte, ecc.);
- non permettono a chi ne soffre di condurre una vita normale. 03
In caso si riconosca in se stessi o in un proprio caro un sintomo psichiatrico con queste caratteristiche non occorre farsi prendere dal panico ed affrettare una diagnosi fai da te. È necessario invece rivolgersi al medico curante, che potrà valutare un approfondimento con uno psichiatra, ovvero il medico specialista della diagnosi, trattamento e prevenzione dei disturbi mentali: potrà stabilire con certezza la natura del sintomo ed eventualmente prescrivere una terapia specifica. In alternativa, ci si può rivolgere ai Centri Psico-Sociali (CPS) o Centri di Salute Mentale, gratuiti e parte del SSN: hanno il compito di diagnosticare e gestire le malattie psichiatriche e sono distribuiti in modo capillare su tutto il territorio del nostro Paese.
Bibliografia
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